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16.05.22 - 14:09
Aggiornamento: 17:41

Il muro è vicino, o si vince o ci si schianta

La Spinelli Massagno (sotto 2-1) impegnata a Neuchâtel in gara 4 delle semifinali. Coach Gubitosa: ‘Assieme è più facile imporsi’

di Dario ‘Mec’ Bernasconi
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Sul 2-1 per Neuchâtel, gara 4 delle semifinali è, per la Spinelli Massagno, un vicolo a senso unico: o vinci e torni indietro per giocartela giovedì tra le mura di casa, o perdi e resti a guardare il muro che può diventare quello del pianto.

Un’eventualità non impossibile da immaginare dieci giorni fa, ma certamente gli indizi portavano a una differente situazione, considerato come il potenziale della Sam sia superiore a quello neocastellano. Se però questo potenziale non emerge, fino a sfociare in una prestazione d’assieme bella tosta, ecco che i neocastellani, che sprovveduti non sono, ti soffiano sul collo fino a farti perdere non solo in fatto di punti, ma anche di staffe. E partiamo da queste ultime per rilevare quattro falli tecnici nelle ultime due gare. E se perdi di un canestro o poco più, anche questi falli contano, non solo nel numero per il giocatore, ma anche nell’atteggiamento arbitrale, saturo delle lamentele che iniziano dopo un solo giro d’orologio. È un aspetto che abbiamo già esaminato e, viste le reazioni, inutile insistere nelle spiegazioni, ma l’atteggiamento in campo è una componente essenziale anche nelle valutazioni arbitrali, piaccia o meno sentirselo dire. Gli errori al tiro, anche a una spanna dal canestro, pesano tanto dal primo all’ultimo minuto e allo stesso modo. Rimanere concentrati e lottare sono due aspetti essenziali, così come l’esecuzione delle consegne. Invece, anche in gara tre, si è vista una Sam a tratti molto slegata, con un gioco statico, una circolazione della palla lenta con giochini a due che hanno favorito la difesa dell’avversario e non hanno creato le migliori condizioni di tiro, come testimoniano le basse percentuali al tiro dei due Mladjan e Kovac. Se a ciò aggiungiamo un infelice contributo di Nikolic sui due lati del campo, e una regia di Taylor molto ondivaga, è chiaro che abbiamo una Sam diversa da quella ammirata per gran parte della stagione. In gara 1, l’aver limitato Fofana e Colon era stato vincente: in gara 2 e 3 i due hanno invece avuto spazi per essere devastanti, frutto di un’incapacità di adeguare la difesa sulle loro penetrazioni.

«Penso che sappiano tutti quello che bisogna fare – ci diceva Gubitosa dopo la gara di sabato –, ma non viene fatto. Non possiamo più permetterci errori e tutti devono capire, finalmente direi, che assieme è più semplice vincere. Dobbiamo ritrovare difesa e attacco che sono nelle nostre corde, perché non abbiamo creativi in grado di fare la differenza».

Qualcuno non l’ha ancora capito? Vedremo in gara 4, ricordando che il muro è vicino.

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