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Sébastien Zanola
PALLANUOTO
21.03.22 - 15:11
Aggiornamento: 22.03.22 - 17:59

In una piscina rovente a fare festa è lo Sciaffusa

Lugano sconfitto in trasferta in una partita andata in scena nel subbuglio generale. ‘Certi episodi rovinano il nostro movimento’, dice coach Argentiero

Finisce con la vittoria dei padroni di casa, per 16-12, nel subbuglio generale di una piscina senza separazioni tra pubblico e squadre l’animata partita tra Sciaffusa e Lugano, che ha visto protagonisti su tutti i due arbitri Garcia e Mudroch, i quali hanno purtroppo fatto passare in secondo piano il gioco espresso dalle squadre in acqua. Partono subito forte i padroni di casa con la rete di Knezevic dai due metri, a cui rispondono immediatamente i ticinesi con Zanola. La partita è vivace, ricca di capovolgimenti di fronte e le difese faticano a trovare la giusta quadra. Melet e Alfano allungano, poi il primo episodio discutibile della partita: Fiorentini viene lanciato in contropiede, il portiere Schmuki in uscita lo colpisce, gli arbitri fischiano il penalty, ma il portiere di casa non contento colpisce volontariamente con un calcio fuori dall’acqua il capitano dei luganesi, un episodio di chiara brutalità, non sanzionato dalla coppia arbitrale, che punisce il gesto scellerato solo per gioco violento. Radivojevic segna il penalty ed accorcia, con Scala che poi pareggia 3-3. Gli ospiti chiudono male su Silj e il capocannoniere del torneo segna la rete del 4-3, Pagani pareggia ma ancora Silj chiude il primo parziale sul 5-4. La partita prosegue su livelli alti, con le due squadre che lottano gomito a gomito. Poi, a 4’19" dalla fine del secondo tempo arriva l’episodio chiave dell’incontro: Pagani si lamenta per un rigore sospetto concesso per un intervento su Milovanovic e l’arbitro Garcia lo espelle immediatamente, con un eccesso di zelo fin qui mai dimostrato. Silj segna il rigore e ancora Garcia sale sugli scudi, richiamando la palla dal portiere ospite, che nel passaggio la perde e non riesce a consegnargliela in mano. A questo punto, l’arbitro espelle anche De Nicola segnando praticamente l’incontro, con il Lugano che si ritrova in un attimo senza i suoi due stranieri e, senza il secondo portiere Maksimovic in panchina, ed è costretto a giocare con Nieddu in porta.

Gli Sharks non mollano, e ancora Scala accorcia e chiude il secondo quarto sul 9-8. Nel terzo tempo i padroni di casa provano a scappar via, ma il Lugano non molla. Le reti si susseguono, ma lo Sciaffusa dimostra di avere vita più semplice, nonostante qualche intervento di Nieddu tra i pali. La partita si trascina così verso la fine, con Silj che porta a 5 il suo bottino personale e gli ospiti che danno largo spazio ai giovani, i quali si mettono in evidenza, tra tutti il giovane 2006 Nicolas Ravetta autore del suo primo sigillo in A.

Amareggiato a fine partita coach Carmine Argentiero: «Si fa fatica a commentare partite del genere, che andrebbero analizzate per l’importanza delle due compagini in classifica e il grande livello tecnico dei giocatori in acqua, non per colossali sviste arbitrali. Purtroppo, questi episodi, compresi i personaggi del pubblico che avvicinano minacciando i giocatori ospiti in panchina, rovinano il mondo pallanuotistico elvetico che già con fatica cerca di farsi largo tra altri sport».

Gli Sharks dovranno ora dimenticare subito questa triste pagina e per concentrarsi sul loro prossimo impegno, quello di sabato 2 aprile con l’importantissima semifinale di Coppa Svizzera contro l’Horgen, alla piscina del Lido (ore 20).

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