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23.02.22 - 16:24
di Dario 'Mec' Bernasconi

Nazionale in campo contro Irlanda e Austria

La Svizzera giocherà a Friborgo domani e sabato, con una squadra ‘targata’ Olympic e l’incognita del play

Torna in campo la nazionale, che sarà impegnata in ben due occasioni questa settimana. Domani a Friborgo alle 19.30 affronterà l’Irlanda, mentre sabato (sempre a Friborgo, alle 16) giocherà contro l’Austria.

La sfida contro gli irlandesi – che occupano la novantesima posizione ranking Fiba a livello mondiale e la quarantunesima a livello europeo – non dovrebbe rappresentare un grande ostacolo per la nostra compagine, che naviga poco lontano in Europa (34° posto), mentre è sessantesima a livello mondiale.

L’Irlanda è una nazione in via di costruzione e non può costituire un grande spauracchio, dato che ha perso 81-73 contro Cipro, squadra che la Svizzera aveva sommerso vincendo con il punteggio di 66-43. È pur vero che ogni gara ha una sua storia, ma ci sembra altamente improbabile che si scivoli ancor più in basso di quanto già non siamo nel contesto dell’Europa che conta.

Mancherà Kazadi e il suo possibile sostituto, Fofana, si annuncia colpito da Covid; non sarà perciò facile pensare a validi sostituti. L’amico Monnier si chiedeva se non fosse il caso di rispolverare Jaunin, pur sempre un cervello fino nel nostro campionato. Ma – aggiungo io – perché non riciclare Jurkovitz in quel ruolo, come proponeva l’ex coach Barilari? Altrimenti, oltre a Zinn, potrebbero esserci forse Nbala o Portannese. Vedremo comunque cosa si inventerà il coach Papatheodorou. Mancando di registi abili anche nel trovare penetrazioni e scarichi, ci sarà da trovare altre soluzioni: resta il fatto che il play è pur sempre un’arma importante per ogni squadra.

L’ossatura della nazionale è quella dell’Olympic, con cinque elementi (Cotture, Zinna, Memishi, Mbala e Natan Jurkovitz); poi tre del Boncourt (Calsan e i fratelli Kozic), due della Sam Massagno (M. Mladjan e Kovac), due del Neuchâtel (Fofana e Martin), oltre a Nzege (attualmente senza club) e Portannese (Urania Milano).

Insomma, i soliti. Anche perché non ci sono nuovi prodotti all’orizzonte, che possano farci guardare avanti con un certo ottimismo. Speriamo che la partita di domani sia un buon viatico per arrivare al meglio sabato. L’Austria è in effetti avversaria decisamente tosta, che ci ha già sbatacchiato non poco nella prima uscita.

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