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07.11.21 - 18:52

Uno su due per la palla a spicchi ticinese: vince solo la Sam

Come preventivabile, il Lugano non riesce a passare sul parquet dell’Olympic. Successo doveva essere e successo è stato invece per il Massagno

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Ti-Press
L’entrata di Taylor

Nel weekend che ha visto il Ginevra uscire sconfitto contro il Neuchâtel, per il Ticino del basket è arrivata una sconfitta, quella del Lugano a Friborgo, e una vittoria della Spinelli contro il Boncourt. Tutto come da copione, si può dire.

La partita dei Tigers è praticamente finita dopo 10 minuti con il parziale di 17-5; 12 punti non sono un’enormità nel basket ma, quando di fronte ci sono due compagini molto distanti a livello tecnico, diventano un divario incolmabile. Infatti, dopo un secondo quarto giocato alla pari, 15-15, il terzo quarto ha rimesso le cose sull’onda giusta: 26-13, vantaggio di 19 punti e gara sui titoli di coda con i bianconeri a ridurre le scarto a soli, si fa per dire, 10 punti, 68-58. Complice di questo divario una certa imprecisione dei burgundi, frutto anche della sicurezza di non poter perdere una gara di questo genere. Nel Lugano han ritrovato il campo Cafisi e Stevanovic, due pedine che faranno certamente comodo nelle rotazioni e nella gestione del gioco. È chiaramente mancato l’apporto di Robertson malgrado i 9 rimbalzi, con soli 8 punti: meglio Humphrey con 18 punti e 10 rimbalzi e Criswell con 17 punti. Le altre cifre suonano anche peggio, con 19 palle perse, 16 rimbalzi offensivi per l’Olympic contro gli 8 dei Tigers e 25 punti dalla panchina contro i 12 bianconeri, 6 dei quali messi da Dell’Acqua con due triple e 5 da Stevanovic. Insomma, questo Lugano non esce certamente umiliato dal palazzetto friborghese perché la voglia di lottare sino alla fine l’ha avuta e il percorso intrapreso richiede questi passi complessi. Vedremo fra qualche mese come sapranno mettere a frutto le esperienze fatte contro avversari alla loro portata.

Missione compiuta per la Sam Massagno, battuto il Boncourt e... gli arbitri

Spinelli-Boncourt è finita 101-82, ma non è stata una passeggiata o, perlomeno, non come si potrebbe immaginare. Senza i fratelli Mladjan e Facchinetti, la squadra ha giocato un primo tempo abbastanza anonimo concedendo spazi agli ospiti: 22-20 il parziale. Nel secondo tempo un 16-2 in entrata ha fatto presagire a un tranquillo finale e invece tutto è cambiato: troppa sufficienza e distrazioni di vario genere, con qualche fischio arbitrale poco logico, ha permesso ai giurassiani di rientrare in partita con un 6-16 che ha portato il risultato sul 44-38 all’ottavo: e con soli 7 punti di margine si è chiusa metà gara: 50-43.

Terzo quarto tutto della Spinelli, +12, 59-47 al 3’. Qui un delirio di fischi, ben 4 falli tecnici a Nikolic, Gubitosa e due alla panchina hanno favorito un 8-0 per il Boncourt che si è ritrovato a 4 punti e palla in mano: 59-55. Espulso Gubitosa, per la squadra è scoccata la scintilla, grazie anche a un tifo indiavolato, quasi a voler esorcizzare l’arbitraggio. E in un amen, dal 61-56 si è passati sul 73-56 al 7’ e poi a +20 con Hüttenmoser sulla sirena: 79-59. Trovato il +29 al 3’, 88-59, sul parziale complessivo di 25-3, la partita è filata via liscia fino al 101-82 firmato con una tripla da Taylor. Una Sam che si è fatta irretire dall’arbitraggio, a volte penoso e provocante, di una fiscalità priva di buon senso. Kovac, con le polveri bagnate, 2/9 da 3, ha messo 15 punti, Williams 10, Taylor 23, Nikolic 16 e James 21, ma anche 9 di Hüttenmoser, 5 di Martino e 2 di Veri; 38 a 25 i rimbalzi, 16 a 12 le palle perse, 63% al tiro contro il 40 ospite. Cifre che parlano di dominio ma la partita ha detto anche altro.

«Ci hanno fischiato molti falli assurdi, tre a James in attacco, altri invertendo la valutazione e senza una logica per nessuna delle due squadre», commenta coach Gubitosa. Vero anche questo, ma una squadra come la Spinelli deve reagire in maniera più intelligente e, magari con un time out, riprendere il filo del discorso anziché perdersi nel suo stesso gioco di nervi.

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