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17.10.21 - 18:49
Aggiornamento: 19:12

Per la Sam un ultimo quarto quasi perfetto, Tigers mansueti

La Spinelli Massagno sbanca Ginevra mentre il Lugano è stato annientato da un Nyon per nulla eccelso

di Dario ‘Mec’ Bernasconi
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La vittoria di Massagno contro i Lions era una sfida da quartieri alti. I ragazzi di Gubitosa, senza Dusan Mladjan infortunato, hanno giocato un ultimo quarto perfetto, 9-25 il parziale, con ben 18 punti dell’ex Roberto Kovac, dopo che lo stesso era rimasto all’asciutto nei primi tre quarti di gara con 0/5 (5/7 negli ultimi 10 minuti). E se Kovac è stato il cecchino di un quarto, Isahia Williams è stato il trascinatore assoluto del match, 19 punti, 8 rimbalzi e tanta difesa: la sua palla recuperata nel finale di gara è stata la ciliegina su una torta. Ma bisogna dire che la Spinelli ha vinto di squadra. Ognuno ha fatto la sua parte: Taylor 16 punti, Nikolic 10, Marino 3, James 5 e non ancora al top della condizione, mentre Marko Mladjan ha avuto una giornata no al tiro, 2/8, ma ha preso 6 rimbalzi.

La partita è stata molto in equilibrio, con i parziali di 36-33, 14-14 e 19-19 a testimoniarlo. Ginevra ha trovato un +11, 34-23 al 16’, ricucito prontamente prima di metà gara. Difesa pesante, tollerata troppo, e qualche palla persa, 9 al 20’, hanno permesso ai ginevrini di condurre anche nei due quarti centrali. Quando a Ginevra, a inizio ultimo quarto, han cominciato a fischiare il gioco sporco, 4 in meno di 2’, per la Spinelli si è aperto il varco: 7 punti di Kovac e 5 di Williams han portato al sorpasso: 59-61 al 4’. Ultimo strappo ginevrino, 64-61 al 6’ e poi solo Sam: Kovac ha martellato da 3, Williams onnipresente ma bene anche gli altri, con Martino ottimo in regia e Mladjan fuori per falli, non hanno lasciato più nulla ai Lions che si sono persi in un mare di tiri a vuoto: l’1/17 da 3 è eloquente delle fatiche per trovare un tiro, dove l’assenza di Portannese è certamente pesata, mentre sul fronte opposto il 14/29 dai 3 punti testimonia della serata positiva. «Una vittoria di squadra – ha commentato Gubitosa –, voluta con la testa e con il cuore: non siamo girati al meglio in attacco nei primi due quarti, ma poi abbiamo imposto il nostro gioco e abbiamo vinto bene».

I Tigers hanno conosciuto un’altra pesante sconfitta contro il Nyon che ha giocato gli ultimi 13 minuti con uno o due stranieri in campo, dopo il 35-69 al 27’: un -34 che la dice lunga sulla prova dei bianconeri. Se c’è una cosa che fa rabbia è stata la mancanza di aggressività in difesa a cominciare dai tre stranieri che in 23 minuti avevano un fallo a carico a testa, segno evidente del poco impatto difensivo. E qui non è questione di precisione ma solo di atteggiamento e mentalità. Se sei debole devi lottare come e più degli altri e vendere caro ogni centimetro di campo. Invece si è visto un Lugano molle, incapace di coprire gli spazi e ne hanno approfittato gli ospiti: il Lugano ha tirato con il 38%, 23 su 60, il Nyon con il 56%, 33-59. La differenza sta nel fatto che i Tigers hanno tirato con pressione difensiva, l’avversaria con l’uomo spesso a tre metri. Chiara quindi la differenza che è cresciuta gradatamente: 14-24 al 10’, 40-71 al 30’. Se Humphrey fa 9/17, Robertson 5/7 e Criswell 4/10 non si va lontano: sono percentuali scarse per giocatori stranieri. Se poi ci mettiamo la confusione in regia con 0/6 di Stevanovic e le 17 palle perse contro le 7 ospiti, il quadro si completa. Bisogna dire che Dell’Acqua e Bernardinello hanno giocato al meglio, con grande grinta e qualche punto. Ma la sostanza è questa: 13 punti dalla panchina bianconera, 44 da quella vodese. «Sarà una stagione di sofferenze – il commento di Cedraschi a fine gara – ma non abbiamo altri mezzi per avere alternative. Speriamo di crescere, siamo solo alla seconda di campionato».

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