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fraser-pryce-firma-il-gala-d-addio-di-lea-sprunger
Atletica
14.09.21 - 22:070
Aggiornamento : 22:56

Fraser-Pryce firma il Galà d’addio di Lea Sprunger

La giamaicana stratosferica nei 100 m, nei quali in 10"78 ha realizzato il nuovo record dello stadio (5 in tutta la serata) davanti a Kambundji e Del Ponte.

Serata da record al Galà dei Castelli di Bellinzona, con il pubblico tornato finalmente a riempire il Comunale (toccati i 5’000 spettatori) e che ha spinto le stelle dell’atletica mondiale a firmare ben cinque primati dello stadio, uno al maschile e tre al femminile. Tra questi, lo straordinario 10"78 nei 100 m con cui la giamaicana Shelly-Ann Fraser Pryce si è presa la scena (davanti a Kambundji e Del Ponte) nella serata dell’addio alle competizioni di Lea Sprunger.

Apertasi con l’ormai classico appuntamento del pre-meeting dedicato alle giovani speranze della nostra atletica (da segnalare in particolare nei 100 m U18/U20 le vittorie di Nathan Oberti in 10”87 e di Desirée Regazzoni in 12”24), la serata del Comunale è entrata nel vivo con l’inizio del salto con l’asta femminile (poi andato con un ottimo 8,70 m alla slovena Sutej, mentre nel lungo maschile si è imposto con 7,81 l’italiano Randazzo) e con gli 800 m sempre delle donne, nei quali la giamaicana Goule ha mantenuto le attese imponendosi in 1’58”20 ma fermandosi a 10 centesimi dall’obiettivo record dello stadio (quinto posto in 1’59”98 per la migliore rossocrociata, Lore Hoffmann).

Primato del meeting centrato invece nella prima gara al maschile, i 400 m ostacoli, con lo svedese Bengtström che già nella finale B (nella quale Mattia Tajana chiudendo in 50”96 ha fallito l’assalto al record ticinese) ha cancellato il 48”64 di Fabrizio Mori portandolo a 48”53. Un tempo abbassato poi a 48”15 dal brasiliano Dos Santos, bronzo olimpico a Tokyo e impostosi nella finale A.

Nella gara forse più attesa della serata, i 100 m femminili, a prendersi la scena è stata la giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce, che con un clamoroso 10”78 ha polverizzato il record dello stadio (10”95) firmato nel lontano 1996 dalla sua connazionale Marlene Ottey. Di fronte all’inarrivabile prestazione della seconda ai Giochi di Tokyo, si sono dovute accontentare rispettivamente del secondo e del terzo posto Mujinga Kambundji (10”99) e Ajla Del Ponte (11”11), che non sono quindi riuscite a dare l’assalto al primato nazionale della ticinese (10”90).

Anche nei 400 m femminili il miglior tempo dell’impianto (54”08 dell’americana Kim Batten nel 1998) è stato abbattuto grazie al 54”01 del fenomeno olandese classe 200 (bronzo a Tokyo) Femke Bol, ma l’emozione più grande l’ha sicuramente regalata Lea Sprunger, seconda in 54”53 per la quale l’ultima gara della stagione rappresentava anche l’ultima di una lunga carriera che l’ha vista tra le altre cose conquistare il titolo europeo nel 2018. Emozionata, la 31enne vodese a fine gara si è presa l’abbraccio delle colleghe (in particolare dell’amicona Ajla Del Ponte) e l’ovazione del Comunale, con gli organizzatori che l’hanno pure nominata socia onoraria del Galà.

Dopo i 1500 m maschili (altro primato dello stadio grazie al 3’35”48 del lussemburghese Grethen), altro momento topico con dei 100 m maschili dal cast stellare. Forse condizionati da una partenza rimandata ben due volte, i migliori sprinter al mondo (al via due terzi dell’ultimo podio olimpico) non sono riusciti a stare sotto i 10 secondi, con il canadese André De Grasse che correndo in 10”06 si è preso la rivincita della finale a cinque cerchi precedendo lo statunitense Fred Kerley (10”11) e l’altro americano Justin Gatlin (che dal canto suo potrebbe aver disputato l’ultima prova della carriera). Ultimo e lontano dal suo personale l’elvetico William Reais (10”46).

I 100 m ostacoli sono andati come previsto alla favorita olandese Nadine Visser con un 12”57 che le ha permesso di battere l’ennesimo record del meeting della serata (terza in 12,95 l’elvetica Ditaji Kambundji), mentre al maschile (110 m h) il rossocrociato Jason Joseph si è rifatto dopo la partenza falsa di Zurigo imponendosi in 13”34.

L’ultima gara al maschile (i 400 m vinti in 45”28 dall’olandese Dobber) sono stati l’occasione per salutare e ringraziare per l’incredibile stagione (culminata con la semifinale alle Olimpiadi) un Ricky Petrucciani che è sembrato aver proprio (comprensibilmente) finito la benzina e che si è dovuto accontentare del quinto posto in 46”38 (ben lontano dal suo personale di 45”02).

Sono invece mancati 11 centesimi a Mujinga Kambundji per migliorare il già suo record nazionale dei 200 m, gara che ha chiuso la serata e che l’ha vista trionfare in 22”36, prendendosi l’ultimo meritato applauso dell’ennesima grande serata di atletica vissuta al Comunale.

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