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13.05.21 - 13:00
Aggiornamento: 18:18

Troppo facile per la Sam, il Lugano medita il riscatto

Gara 1 dei quarti di finale è andata senza problemi alla Spinelli Massagno, ma domani sera si replica all'Elvetico e i Tigers vogliono vendere cara la pelle

di di Dario Bernasconi
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Va in scena stasera, all’Elvetico alle 19.30, gara 2 dei quarti dei playoff fra Tigers e Spinelli.

Gara 1 non ha avuto particolari storie ed è finita 107-68. Una partita che già nel primo tempo aveva incanalato sul binario giusto, per la Sam ovviamente, l’esito della gara: un 28-13 che non ammetteva né sogni, né speranze per i bianconeri. Anche perché Cabibbo, vista l’indolenza dei suoi due stranieri, ha dato spazio subito ai suoi giovani, permettendo però ai padroni di casa di dominare ai rimbalzi e andare a canestro senza troppi problemi con il 65% al tiro contro il 33% dei bianconeri. Dal +15, nel secondo quarto il divario è salito gradualmente fino a +26 all’ottavo, 50-24, per chiudere a +20 alla fine del quarto, 51-31. Stesso copione negli ultimi due quarti, 21-14 e 35-23 per il +39 finale. Va detto che negli ultimi 5 minuti i bianconeri hanno avuto in campo solo i ragazzini, mentre in casa Sam, oltre ai giovani si è visto un Padgett a dominare la scena con 14 dei suoi 20 punti solo in quel frangente: ma l’americano aveva bisogno di un po’ ritmo e fiducia.

Una gara senza particolari storie con Gubitosa a dare minuti a tutti, nessuno oltre i 22, con buone risposte dal solito Molteni, 6 rimbalzi e 13 punti, un buon Chukwu, 19 punti e 6 rimbalzi e una discreta regia di Nottage. Si è rivisto Marko Mladjan, chiaramente in debito di forma. In campo bianconero Aw ha messo 20 punti e 7 rimbalzi, 12 quelli di Steinmann, mentre fra i giovani Kovac è stato il migliore con 7 punti e bene anche Mina e Togninalli, a parte le sue insistenze di palleggio. Pesano comunque come macigni le 20 palle perse e i 10 rimbalzi in meno presi rispetto alla Sam, ma quest’ultimo dato rientra nelle logiche fisiche che differenziano le due compagini.

«Ho dovuto fare cambi sin dal primo quarto perché non mi piacevano gli atteggiamenti in campo e poi era giusto coinvolgere subito i giovani – il commento di Cabibbo –: non siamo entrati in partita con la giusta determinazione e l’abbiamo subito messa in discesa, ma per loro».
E venerdì? «Ripartiamo da zero, sarà un’altra cosa, loro soffrono all’Elvetico e dovremo essere bravi a iniziare con un’altra determinazione: mai darsi per vinti fino alla fine».

Gubitosa è sereno: «Abbiamo iniziato con una giusta aggressività e non abbiamo lasciato loro illusioni: considerata la maggiore esperienza dei miei, era la carta giusta da giocare. Abbiamo comunque avuto qualche passaggio a vuoto, ma in queste gare, dove il vantaggio è alto, non è grave».

Venerdì il replay? «Rimaniamo i favoriti, non c’è dubbio, perché abbiamo una panchina di qualità e ruoli coperti da almeno due giocatori, cose che il Lugano non ha, soprattutto nel settore dei lunghi. Ma a me l’Elvetico non piace perché abbiamo sempre fatica su quel campo. Il Lugano non ha nulla da perdere, noi dobbiamo vincere per non andare alla terza e consumare energie. Avere recuperato Marko è certamente un fattore importante, ma non è ancora al top e quindi ben venga un maggior spazio per gli allenamenti».

Il fatto che a Nosedo ci siano stati almeno i fatidici 50 spettatori è già stato qualcosa di diverso rispetto al solito deserto: anche all’Elvetico i tifosi del Lugano sono chiamati a raccolta perché potrebbe anche essere la loro ultima esibizione in questo campionato e un caloroso addio, se del caso, occorre pur darlo.

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