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06.04.21 - 11:52
Aggiornamento: 19:34

A Uster con in testa Budapest e un po' anche Tokyo

Scatta mercoledì nel canton Zurigo un'edizione dei Campionati svizzeri che per Noé Ponti e compagni rappresenta una tappa sulla strada per Europei e Olimpiadi

di Stefano Minotti
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Missione Budapest, pensando a Tokyo. È questo il mantra della Federazione svizzera di nuoto in queste settimane che segnano l’avvicinamento agli appuntamenti più importanti di una stagione che da oggi a Uster propone i Campionati nazionali. La rassegna continentale inizierà esattamente un mese dopo il termine degli Svizzeri, essendo in programma dall'11 al 23 maggio in Ungheria, con le ultime gare che si disputeranno esattamente due mesi prima della cerimonia d’apertura dei Giochi olimpici. Pur essendo vicini, non è però ancora tempo per pensare ai cinque cerchi, considerato che i quattordici atleti che sono finora riusciti a qualificarsi per gli Europei formano una delegazione che potrebbe risultare tra le più vincenti della storia del nuoto rossocrociato. Sì perché i risultati dell’ultimo anno ci dicono che Jérémy Desplanches, Lisa Mamié, Noè Ponti e Roman Mityukov sono riusciti a issarsi e a resistere stabilmente ai vertici delle classifiche continentali nelle proprie discipline e tutti nutrono giustificate ambizioni in vista dei prossimi impegni internazionali.

Non si nasconde il locarnese Noè Ponti, a Uster per saggiare la sua condizione in vista di Budapest, dove spera di qualificarsi per una o più finali e, perché no, togliersi la soddisfazione di una medaglia continentale, lui che nel dicembre del 2020, a Rotterdam, aveva nuotato in 51"15 la terza prestazione dell’anno europea e mondiale sui 100 m delfino, e attualmente è il quinto migliore del 2021. Quella ungherese sarà per il 19enne locarnese una tappa fondamentale al fine di definire gli obiettivi specifici ai quali ambire ai Giochi Olimpici anche se, già sin d’ora, Noè non nasconde la consapevolezza del fatto che una finale sembrerebbe alla sua portata.

Un nuovo formato in risposta alla pandemia

I presupposti per ambire al successo sono certamente ottimi. Un team formato dal giusto mix di giovani talenti e atleti più navigati, quindi, si ritroverà ad Uster a partire da mercoledì per i primi campionati nazionali in vasca lunga post-Covid19. Una rassegna (prevista originariamente la prima settimana di aprile) che per cause di forza maggiore ha dovuto trovare un nuovo assetto: non più quattro giornate divise tra eliminatorie e finali, ma dieci gruppi di competizioni nei quali si affronteranno prima le donne, poi gli uomini, occupando le dieci mezze giornate prima con le eliminatorie mattutine e poi con le finali pomeridiane. Questo per evitare, naturalmente, eccessivi assembramenti a bordo piscina o in camera di chiamata; onde limitare i contatti, inoltre, il numero di atleti e allenatori e stato contingentato e l’accesso agli spettatori sarà vietato. Un piano di protezione necessario allo svolgimento di una competizione carica di importanza perché precede, come detto, l’estate olimpica. Ai blocchi di partenza si ritroverà tutta l’élite del nuoto nazionale, con l’obiettivo di rimpolpare la delegazione che partirà verso Budapest o per staccare gli ultimi biglietti disponibili per il Giappone. Attualmente sono nove gli atleti già qualificati per le Olimpiadi: oltre a quelli già citati saranno della spedizione anche Maria Ugolkova e i quattro membri mancanti per completare le staffette 4 x 100 mista femminile e 4 x 200 stile libero maschile.

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