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21.12.20 - 16:19
Aggiornamento: 19:57

‘Di questo passo non so come andremo avanti’

Il presidente dei Lugano Tigers Alessandro Cedraschi suona il campanello d'allarme: ‘Abbiamo necessità di avere introiti anche privati'

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In attesa dei promessi aiuti finanziari (Ti-Press)

Non ha usato giri di parole Alessandro Cedraschi, presidente dei Lugano Tigers, sabato sera ai microfoni della Rsi: «Di questo passo non so come andremo avanti. La chiusura al pubblico è certamente un gap, ma non di dimensioni sovrumane, visto e considerata la media di spettatori in tempi normali: però sono pur sempre introiti che ci permettono di avere qualche entrata. Quello che ci mancano sono i sostegni, privati e pubblici». Eppure, sia a livello cantonale, sia a quello federale, gli aiuti economici, in parte a fondo perso, sono stati avallati. «È vero, però non sono ancora arrivati, né abbiamo in chiaro quanto Swiss Basketball deciderà di elargire ai singoli club. E, anche a livello comunale, Lugano ci ha spiegato come siano tante le società nelle nostre condizioni, per cui bisognerà aspettare».

La vostra situazione attuale cosa vi impone? «Questa settimana abbiamo rescisso il contratto con Minnie e per il momento giocheremo con due soli stranieri. Abbiamo necessità di avere introiti anche privati, cifre che ci hanno promesso ma che per ora non sono arrivate. La pandemia colpisce tutti, ne siamo consapevoli, però noi abbiamo stilato un budget sugli importi che ci hanno promesso, non fantasticando. L’augurio è che i privati comincino a tener fede ai loro impegni, permettendoci di poter concludere la stagione con questo gruppo». Nessuna sostituzione quindi? «Dovessero arrivare sussidi e contributi, vedremo cosa offre il mercato a prezzi scontati: il nostro vuole essere un campionato dignitoso, senza voli pindarici o mire sui titoli. Ma anche una squadra con un budget ridotto deve dare dignità al nome di Lugano». Altrimenti? «Le scelte non sono molte: finire la stagione al meglio e poi impostare la prossima con i ragazzi della U23 e un solo straniero, in attesa di tempi migliori. Lugano deve avere una squadra in Lna, ma non per un capriccio mio o del comitato: una squadra di basket è una componente storica dei valori sportivi di Lugano, i Tigers hanno portato titoli e successi alla Città e quindi vogliamo fare di tutto per non sparire».

Una valutazione su questa prima parte del campionato? «È stata una partenza al rallentatore a causa delle lunghe pause fra una partita e l’altra, determinate dai periodi di quarantena nostri o di altre avversarie. Ciò ha condizionato gli allenamenti e di conseguenza l’amalgama della squadra». Ma poi è andata un po' meglio... «Abbiamo fatto fatica a riprendere ritmo e a inserire Minnie, che veniva da un anno di quasi inattività; ha fatto fatica a capire il nostro gioco. Poi abbiamo fatto una buona serie contro le squadre alla nostra portata, ma contro le prime tre del campionato il confronto è improponibile. Nel complesso non sono deluso; solo la sconfitta a Basilea non l’ho digerita, ma capitano anche le giornate storte».

Un impegno, quello del presidente, che vuole accomunare tutto l’insieme della Città e un messaggio per tutti coloro che possono dare un sostegno concreto a questo sport.

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