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Argento mondiale nel 2019
Nuoto
23.09.20 - 14:190
Aggiornamento : 17:39

Jérémy Desplanches: ‘Testa bassa e pedalare’

Il ginevrino campione europeo dei 200 misti di stanza a Lione scalpita, ma l'obiettivo sono i Giochi: 'Lavoro per le Olimpiadi, ma intanto le gare mi mancano’

Morde il freno, Jérémy Desplanches. Il campione europeo dei 200 misti lotta contro l'incertezza di una stagione monca, con gli occhi già puntati ai Giochi olimpici di Tokyo. «A testa bassa, senza alzare gli occhi», spiega il ginevrino, impegnato negli allenamenti che lo dovranno condurre ai suoi primi appuntamenti stagionali, «i Campionati di Francia (dal 10 al 13, ndr) e quelli svizzeri, le cui date sono ancora da fissare».

«L'attesa della prossima gara - prosegue Desplanches - un po' pesa. Amo la competizione, è il motivo per cui nuoto. L'unico aspetto positivo di questa lunga fase è la possibilità di essere liberi da impegni da sabato pomeriggio a lunedì mattina. Ne approfitto per organizzare delle cose con gli amici, visto che normalmente non ne avrei il tempo, né le energie».

Anche la sua compagna, Charlotte Bonnet, è una nuotatrice di livello mondiale. È anche sua compagna di allenamento. Un vantaggio o un ostacolo in più? «Siamo entrambi persone molto semplici, sappiamo benissimo che non possiamo fare niente contro questa situazione. Siamo sempre sulla stessa lunghezza d'onda, nei momenti belli come in quello meno positivi».

Un ritmo da tenere per un anno intero

Il suo coach (Fabrice Pellerin, ndr) ha forse elaborato un programma di allenamenti più  "divertente", al fine di rendere meno monotona la routine? «Non posso dire di avere questa impressione, no. Al contrario, direi che abbiamo molto lavoro da fare. L'allenamento è la cosa più importante, siamo qui per questo. In situazioni normali, a metà settembre avremmo appena ripreso dopo le vacanze. Stavolta invece siamo già a buon livello. Teniamo la testa sul manubrio senza alzare lo sguardo. Mentalmente non è semplice, perché è un ritmo che dobbiamo tenere per un anno intero, fino ai Giochi. Ma le Olimpiadi sono il mio sogno, quindi va bene così».

Il loro svolgimento, però, non è certo. Riesce a proiettare il lavoro a quell'evento senza cattivi pensieri? «Sì. Se dovessi riempire la testa di pensieri e dubbi, non riuscirei a concentrarmi sul mio obiettivo. Parto dal principio che i Giochi si svolgeranno nelle date previste (23 luglio-8 agosto, ndr). Ci saranno nuovi avversari da battere, ma conto di riuscire a brillare grazie a tutti gli sforzi che sto facendo».

‘Coach mentale? L'idea non mi entusiasma’

Ha un crono di riferimento per la 200 mista? «Un 2'00''13 nuotato a tutta, a fine luglio, in occasione di una gara alla quale avevano preso parte anche molti ragazzini. Non è stata un'esperienza molto incoraggiante. Avevamo ripreso da poco, non avevo mai nuotato a tutta velocità più di 50 metri. È stata molto dura riprendere il ritmo dopo i due mesi di confino. Abbiamo ripreso dalla base, avevamo paura di infortunarci».

In un'intervista alla "Tribune de Genève" ha evocato la possibilità di affidarsi a un preparatore mentale... «Non l'ho ancora fatto. È un'eventualità che a volte torna d'attualità, ma non mi entusiasma. Non saprei come affrontare una seduta, non saprei cosa dire. E non ho nemmeno voglia che qualcuno torvi che ho dei problemi (ride, ndr). Al momento non sento di avere delle debolezze particolari».

‘Ma cosa combinano i nostri dirigenti?’

Molte discipline si sono rimesse in moto. Calcio, tennis, atletica. Restando all'acqua, ci sono stati gli Europei di canoa -kayak, presto ci saranno quelli di canottaggio. Il nuoto, per contro, è ancora fermo al palo. La sua disciplina è la grande perdente di questa crisi sanitaria? «Senza voler polemizzare, mi domando cosa stiano combinando i nostri dirigenti. Non si muove niente. La federazione internazionale (Fina, ndr) continua ad annullare meeting, e non ha nulla in programma fino a gennaio. Temo che giochi un ruolo la mancanza di mezzi finanziari».

Per quale motivo non prenderà parte all'edizione 2020 dell'International Swimming League, la lega professionistica creata lo scorso anno a margine degli eventi Fina? «Mi hanno contattato molto squadre, ma ho rifiutato. Lo scorso anno gli impegni erano per periodi corti. Quest'anno la formula è stata modificata, avrei dovuto partire per più di un mese. Non sarebbe possibile, in quanto il mio coach deve restare a Lione per occuparsi di tutti i miei compagno di società. Sul piano tecnico, non avrebbe potuto avere il controllo. Ecco perché stavolta è preferibile rinunciare, anche se mi dispiace farlo. E che dire di un'eventuale positività al Covid-19? Non si sa cosa potrebbe succedere. Però è peccato, perché quest'anno la Swimming League si preannuncia geniale».

Nuotare in vasca corta è un'opzione per un lavoro finalizzato alla competizione? «La detesto (ride, ndr), ma ci devo passare. Lo devo fare e lo farò».

 

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