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FOOTBALL
10.09.20 - 12:45

Nel clima incerto del Covid, la Nfl riparte da Mister mezzo miliardo

Scatta questa notte sotto la minaccia della pandemia una stagione che avrà in Kansas City la squadra da battere. Dopo 20 anni Tom Brady lascia Boston per Tampa

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Patrick Mahomes

Il Covid-19 non ferma la National Football League. Nonostante negli Stati Uniti il numero dei contagi e dei morti non accenni a diminuire, lo sport più popolare del paese non poteva tradire i molti appassionati. Quella che inizierà questa sera (2.30 di notte in Svizzera) con l’anticipo tra Kansas City (campione in carica) e Houston, sarà una stagione fuori dal comune, diversa da tutte le altre. Il campionato inizierà regolarmente, ma nessuno può dire se il 7 febbraio 2021 a Tampa verrà davvero assegnato il Super Bowl numero 55 o se la pandemia costringerà a chiudere baracca e burattini. Molte le incognite legate al coronavirus, per quanto le norme sanitarie adottate durante il mese di agosto (contraddistinto dai campi di allenamento) sembrano avere una certa efficacia. Pochi, infatti, i casi di positività finora riscontrati, nonostante la lega abbia deciso di non seguire l’esempio delle “bolle” volute da Nba e Nhl. Ma non è detto che il trend positivo debba confermarsi anche nei mesi a venire, a maggior ragione in uno sport con molto contatto fisico ravvicinato. Il commissioner Roger Goodell ha già avvisato tutte le squadre della possibilità di dover rinviare o cancellare alcune partite.

Ma che razza di stagione sarà?

Sarà una stagione strana, perché molte società hanno deciso di non aprire i loro impianti agli spettatori, mentre altre hanno ridotto in modo sensibile il numero di tifosi ammessi. E nel football l’apporto del pubblico può risultare determinante per disorientare gli avversari sulla linea di scrimmage, per cui possiamo attenderci attacchi più tranquilli al momento di dare avvio all’azione. La Nfl proporrà un sottofondo artificiale, limitato però a 70 decibel, mentre in certi stadi di norma si superano i 100 decibel (come un concerto rock, tanto per intenderci). Ma sarà una stagione diversa anche perché le squadre arrivano all’inizio del campionato con molto meno allenamento rispetto al consueto e con molte più incognite. Infatti, per evitare possibili contagi, la Nfl ha cancellato tutti i mini camp primaverili, ha ritardato di alcune settimane l’inizio dei campi d’allenamento in agosto e, soprattutto, ha annullato le quattro settimane di pre-season. Un problema non indifferente per quelle squadre che durante l’inverno hanno deciso di cambiare allenatore o parte dello staff tecnico e che si trovano confrontate con la necessità implementare un nuovo playbook. E non sarà uno scherzo nemmeno per tutti i rookie scelti nel draft di aprile, i quali scopriranno potenza, velocità e aggressività della Nfl direttamente alla prima giornata di campionato, senza poter godere dell'acclimatazione garantita dalle amichevoli. Non a caso, due dei quarterback più attesi all’esordio (Tua Tagovailoa a Miami e Justin Herbert a Los Angeles sponda Chargers) inizieranno la stagione quali backup di due veterani, rispettivamente Ryan Fitzpatrick e Tyrod Taylor.

E sarà un campionato strano perché per la prima volta dagli anni Trenta la Nfl farà a meno dei Redskins. Sotto la pressione dell’opinione pubblica e delle associazioni di difesa dei diritti dei Nativi americani, il proprietario Dan Snyder ha deciso di cambiare nome alla franchigia. Per il momento, in attesa di novità, si chiamerà semplicemente Washington Football Team, a partire dall’anno prossimo dovrebbe assumere un nickname più “politically correct”.

The Goat è emigrato al sole

Infine, sarà una stagione strana perché per la prima volta da vent’anni a questa parte vedremo Tom Brady, il più vincente quarterback di tutti i tempi, con una maglia diversa da quella di New England. A 43 anni suonati, “The Goat” ha deciso di proseguire una carriera infinita al sole della Florida, accasandosi con Tampa Bay. Il suo trasferimento ha convinto Rob Gronkowski, ex bersaglio preferito da Brady, a uscire dal pensionamento e a rimettersi casco e spalline. La presenza di Brady e Gronkowski, unita a quelle di Leonard Fournette (runner acquisito all’ultimo momento), Mike Evans e Chris Godwin fanno di Buccaneers uno degli attacchi potenzialmente più esplosivi dell’intera Lega. Anche se occorrerà capire quale potrà essere il rendimento di Brady, lo scorso anno tutt’altro che irreprensibile con i Patriots. La sua presenza è però sufficiente a garantire blasone alla sua nuova società e già c’è chi parla di possibile Super Bowl, anche se i “power ranking” pre-stagione danno i Bucs al 12. posto. E quale sarà la stagione di Brady lo si intuirà forse già dalla prima giornata, quando Tampa volerà nella Big Easy per affrontare l’altro grande vecchio della Nfl, Drew Brees (41 anni) e i suoi New Orleans Saints.

Tra i veterani che hanno deciso di cambiare casacca, da segnalare Philip Rivers (38 anni), il quale ha lasciato i Los Angeles Chargers nelle mani di Justin Herbert ed è volato a Indianapolis, mentre a Cam Newton Carolina ha dato il benservito e l’ex Pro Bowler se n’è andato a Boston a sostituire Brady (il suo posto ai Panthers è stato preso da Teddy Bridgewater, ex backup di Brees e di ritorno a un posto da titolare dopo il gravissimo infortunio al ginocchio subito nel 2016).

In cima ai “power ranking” di inizio stagione ci sono sempre le solite facce note, con l’eccezione di New England che oltre all’addio di Brady ha dovuto incassare le partenze di Roberts, Van Noy (Miami) e la decisione di Hightower, Chung, Cannon, Bolden, LaCosse, Vitale, Lee e Toran di non prendere parte al campionato per timore della pandemia, possibilità garantita dalla Nfl e presa al volo da 67 giocatori. Bill Belichick dovrà compiere miracoli per mantenere i Patriots in vetta alla Afc East, division vinta 17 volte negli ultimi 19 anni. I nomi delle favorite, dicevamo, sono sempre gli stessi. La squadra da battere sarà ancora Kansas City, guidata dal fenomeno Patrick Mahomes, primo sportivo al mondo ad aver sottoscritto un contratto che supera il mezzo miliardo di dollari (10 anni per 503 milioni, 141 dei quali garantiti). San Francisco proverà a ripetere la splendida (e sorprendente) stagione 2019 che l’aveva portata al Super Bowl (perso contro i Chiefs) e l’organico è tutto sommato identico (18 su 22 titolari sono rimasti). Nella Afc l'avversario principale per Kansas  City dovrebbe essere Baltimore di Lamar Jackson, Mvp lo scorso anno. I Ravens hanno mantenuto intatto un gruppo al quale hanno aggiunto Calais Campbell in difesa e J. K. Dobbins via draft in attacco.

Se San Francisco vorrà tornare al Super Bowl, dovrà guardarsi soprattutto da New Orleans che oltre a Brees può contare su Michael Thomas, Alvin Kamara ed Emmanuel Sanders. I Saints sperano di sfatare la recente tradizione negativa in post-season: lo scorso anno erano stati superati all’overtime da Minnesota, ma nel 2017 e nel 2018 (contro Vikings e Los Angeles Rams) le sconfitte avevano raggiunto picchi di drammaticità mai toccati. Tra le altre squadre da tenere d'occhio, Tennessee (soprattutto se funzionerà ancora il connubio tra un Tannehill amministratore in regia e un Henry miglior runner della Lega), Buffalo (se la progressione di Josh Allen dovesse continuare dovrebbe essere la squadra da battere nella Acf East), Dallas (con Elliot a correre e Prescott a lanciare l’attacco è di prim’ordine) e Seattle (Russell è una sicurezza e in difesa è arrivato il safety Jamal Adams).

A Green Bay potrebbe essere iniziato il post-Aaron Rodgers con l’ingaggio del rookie Jordan Love, mentre Pittsburgh potrà contare sul rientro di Ben Röthlisberger (38 anni), lo scorso anno finito in infermeria già alla seconda partita per un infortunio al gomito di lancio. A Cincinnati c’è grande attesa per l’esordio dietro al centro di Joe Burrow, prima scelta assoluta del draft e unico quarterback al primo anno sicuro del posto da titolare. A meno di miracoli da parte del prodotto di Lsu, però, i Bengals dovrebbero continuare a navigare nelle zone basse della classifica. Unanimemente considerata la più debole delle 32 squadre in lizza, Jacksonville ha imitato quanto fatto un anno fa da Miami ed ha ceduto tutti i pezzi più pregiati (Fournette, Campbell, Ngakoue…) per risanare il salary cap e accumulare scelte al prossimo draft. La strategia sembra aver funzionato per Miami (i Dolphins hanno a disposizione una squadra nettamente migliore rispetto a un anno fa), vedremo se funzionerà anche per i Jaguars.

Ma quanto mi costi, caro cornerback?

Avete bisogno di ulteriori conferme sul fatto che la Nfl è sempre più una "passing league" e che il gioco di corsa è relegato a mero supporto? Eccovene due. Sarà un caso – pensiamo proprio di no – se nell'ultimo draft il primo runner è stato selezionato da KansasCity al numero 32 (l'ultimo del primo round), mentre in precedenza avevano trovato casa ben quattro quarterback (Burrow, Tagovailoa, Herbert e Love)? Secondo indizio: da aprile a oggi sono quattro i cornerback che hanno staccato il contratto più remunerativo per il loro ruolo: Byron Jones (Miami, 16,5 milioni di dollari in media a stagione), Darius Slay (Philadelphia, 16,683), Tre'Davious White (Buffalo, 17,5) e infine Jalen Ramsey (Los Angeles Rams, 21). Come a dire che poter difendere sui lanci è molto più importante che attaccare palla a terra.

Tre note finali. La prima riguarda l’esordio dei Las Vegas Raiders, emigrati da Oakland. La seconda concerne l'inaugurazione (avvenuta qualche giorno fa), del Sofi Stadium di Los Angeles, nuova casa di Rams e Chargers, impianto avveniristico da 70'000 posti espandibili a 100'000 e costato tra i 5 e i 6 miliardi di dollari. La terza è legata all’impegno della Lega a favore dei diritti civili delle minoranze. Dopo aver boicottato per anni Colin Kaepernick, primo sportivo a protestare per la brutalità della polizia, la lega ha scoperto un vena di buonismo e ha affermato di voler sostenere un cambiamento positivo nella società statunitense. E, tra le altre cose, ha messo in cantiere una vasta operazione pubblicitaria per promuovere l’importanza delle elezioni presidenziali di novembre.

Prima giornata

Giovedì: Kansas City - Houston. Domenica: Washington - Philadelphia. New England - Patriots. Minnesota - Green Bay. Jacksonville - Indianapolis. Detroit - Chicago. Carolina - Las Vegas. Buffalo - NY Jets. Baltimore - Cleveland. Atlanta - Seattle. Cincinnati - LA Chargers. San Francisco - Arizona. New Orleans - Tampa Bay. Lunedì: LA Rams - Dallas. Martedì: NY Giants - Pittsburgh. Denver - Tennessee

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