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CANOA
25.05.19 - 11:150

Ticino Moesa, il ritorno

L'attesa è finita. Dopo l'anno di pausa, torna l'appuntamento rivolta a canoe e kayak. In acqua già da stamattina

La... siccità è finita per Ticino Moesa. Che dopo un anno di pausa, oggi e domani mette in scena il suo terzo atto. Nel raccontarne i dettagli dell’edizione 2019, Luca Panziera, responsabile dell’organizzazione, è come un... fiume in piena. «L’organizzazione delle prime due edizioni è stata particolarmente dispendiosa in fatto di energie e risorse. Ragion per cui, seppure a malincuore, nel 2018 avevamo deciso di prenderci una sorta di ‘timeout’ per ricaricare le batterie, in modo da poter preparare con più calma il grande ritorno».
L’attesa degli appassionati di canoa e kayak è stata ripagata da una terza edizione ancora più ricca di contenuti: «Accanto alle due consuete gare, quella classica e la discesa sprint, quest’anno ci sarà pure quella di Extreme Kayak, che in italiano viene connotata come una gara di kayak d’alto corso. A differenza delle altre due gare, per le quali i concorrenti impiegano canoe in carbonio (molto più leggere ma meno stabili), qui si usano imbarcazioni in plastica, che sono più maneggevoli e resistenti. E diversa, ovviamente, è anche la difficoltà del percorso, decisamente più marcata».
L’Extreme Kayak si correrà oggi a partire da mezzogiorno, e interesserà il tratto di fiume (la Moesa) compreso tra Sorte e Cama. «In questa, come nelle altre gare, comunque, gli orari sono indicativi. Tutto dipenderà infatti dalla portata dei fiumi, influenzata tanto da fattori atmosferici quanto, in particolare, dai deflussi a valle delle centrali idroelettriche. Nella peggiore delle ipotesi, qualora cioè non dovesse esserci acqua a sufficienza, tutte le gare verrebbero spostate sul Ticino, dove la portata minima indispensabile al regolare svolgimento delle prove è assicurata».
Se tutto dovesse andare come da programma, la Moesa, dovrebbe essere pure il teatro di gara della Classic Race, per la quale però i concorrenti si misureranno su un tratto più a valle, decisamente meno impegnativo rispetto a quello dell’Extreme Kayak (si passerà dal 4° grado e oltre di quest’ultima gara al 3° grado, su una scala che come coefficiente massimo ha il 5° grado): «Il tratto di fiume interessato è quello fra Grono e Roveredo. Si partirà dalla golena Pascolet per terminare, acqua permettendo, 4 km più a valle, appena oltrepassato il ponte vecchio della ferrovia di Roveredo, dopo il campo sportivo. Per coprire questo tratto, a livello indicativo, i concorrenti dovrebbero impiegare tra i 12 e i 13 minuti. Da dire che la prova rientra anche nel circuito continentale juniores dell’Eca (European Canoe Association), che si compone in totale di una decina di gare. Nella Classic Race, invece, in palio ci sarà pure il titolo nazionale».
La Sprint Race, per contro, si disputerà sul Ticino, «e più precisamente all’altezza della rapida di Molinazzo, di fronte alla sede dei Gruppo canoisti ticinesi: il traguardo sarà poco prima della passerella di Galbisio: sono previste due manche, della durata di circa 1’15” ciascuna, seguite dalla finale. Per Classic e Sprint Race, oltre alla prova individuale, proporremo anche la prova a squadre, con team formati da tre canoisti, che devono tagliare il traguardo con un massimo di 10” di distacco tra un concorrente e l’altro. Queste due gare, inoltre, saranno valide selezione per i Mondiali Juniores e Under 23, che si svolgeranno a fine luglio a Banja Luka».
Presenze di spicco
Ticino Moesa va in scena a in scia agli Europei, svoltisi sul tratto sloveno dell’Isonzo. «Europei che al femminile hanno incoronato la svizzera Melanie Mathys nella prova classica, mentre in quella Sprint ha chiuso 2ª, preceduta dall’italiana Matilde Rosa. Ticino Moesa sarà insomma una sorta di... spareggio tra le due, visto che figurano entrambe tra gli iscritti. Al maschile, invece, avremo gli italiani che si sono laureati campioni europei a squadre».

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