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08.05.18 - 15:020

Si fa largo l'internet delle cose

Google entra nel mercato degli oggetti connessi con Android Things, insieme di luci, frigoriferi, tapparelle e termostati collegati in rete e gestibili da smartphone.

Google entra nel mercato degli oggetti connessi con Android Things, un sistema operativo dedicato all’internet delle cose e cioè a quell’insieme luci, frigoriferi, tapparelle e termostati collegati in rete e gestibili da smartphone. L’annuncio anticipa la Google I/O, l’annuale conferenza degli sviluppatori di Mountain View che prenderà il via stasera. Messo nelle mani degli sviluppatori a fine 2016, Android Things 1.0 è pronto a debuttare nelle mani dei consumatori. I primi gadget attesi sugli scaffali saranno altoparlanti e schermi ’smart’ prodotti da una serie di aziende come LG e Lenovo. I display intelligenti – con cui guardare i video di YouTube, scorrere le foto, fare videochiamate o leggere ricette – integreranno l’assistente vocale di Google, che al gennaio scorso era presente su 400 milioni di dispositivi tra smartphone e tablet, televisori e orologi, cuffie e speaker da salotto. Con il rilascio del nuovo sistema operativo, Google punta a mettersi al centro del nascente mercato dell’Internet delle cose, per cui è prevista una crescita esponenziale. Secondo i ricercatori di Gartner, a fine 2018 nel mondo ci saranno 11,2 miliardi di oggetti connessi, e la cifra supererà i 20 miliardi nel 2020. Il sistema operativo Android è leader incontrastato nel settore degli smartphone, dove rappresenta oltre l’80% del mercato. Non va altrettanto bene ad Android Wear, la piattaforma per i dispositivi indossabili: secondo gli analisti di Idc, oltre la metà degli orologi intelligenti venduti nel 2017 erano a marchio Apple. Nel mercato dei televisori ’smart’, Android Tv si trova invece a inseguire Samsung.

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