laRegione
19.10.22 - 05:30

Piero e la sua battaglia per il diritto di vivere in Ticino

Nell’edizione odierna, dalla corsa per un seggio al Governo al Bed&Breakfast di Casoro, ma anche la diaspora bielorussa e le opere di Nando Snozzi

piero-e-la-sua-battaglia-per-il-diritto-di-vivere-in-ticino

In Ticino ci è cresciuto, è andato a scuola e ora si sta formando come installatore elettricista. Qui sua madre lavora, e sua nonna ha le sue origini. Ma non ci è nato, perché Piero (nome di fantasia), nel nostro cantone ci è arrivato a tre anni. Cittadino italiano di nascita, che si è visto revocare il permesso B. Non ha i mezzi per mantenersi, ma non si arrende. Nell’edizione odierna vi raccontiamo la sua battaglia per il diritto di vivere qui.

Altro che sereno percorso d’accompagnamento all’elezione in Governo di Marina Carobbio. I sei mesi che ci separano dalle elezioni cantonali, per il Ps, annota Jacopo Scarinci nel suo commento, rischiano infatti di trasformarsi in un accidentato e logorato cammino, con una pericolosa radicalizzazione delle posizioni interne al partito. "Quello della corrente interna è stato un controcanto che se si fosse fondato – subito, non ora – sui temi e non su posti e nomi sarebbe stato molto più arricchente sia per il partito, sia per l’area. Ma una divisione che trae origine da una visione diversa del progressismo è una cosa, una divisione con orizzonte scissione che si deve al contestare una sinistra che fa la sinistra in un partito che si chiama ’socialista’, e sul fatto che non ci sia un secondo nome forte nella lista rossoverde per il Governo, è ben altra cosa".

A Casoro, la Fondazione Claudia Lombardi rilancia. E dopo l’affossamento del progetto del 2019 a causa delle opposizioni, ecco la nuova domanda di costruzione per la realizzazione di un Bed&Breakfast 2.0: non una semplice pensione dove poter anche fare la colazione, in sostituzione dell’ex ostello, ma una struttura completa di snack bar e banco per la Posta. I promotori: "Ci servono camere per gli artisti».

Con nove milioni di abitanti, solo 11mila soldati male in arnese, ma 110mila paramilitari e una dittatura che si trascina dal 1994, la ‘Russia bianca’ – questa la traduzione di Belarus – è rimasta nell’orbita del Cremlino anche dopo la disgregazione dell’Unione Sovietica. Il Governo di Lukashenko ha respinto qualsiasi riforma in senso liberale, continuando a imporre al Paese un regime dispotico in cui "lo Stato è una piovra che minaccia e controlla tutto e tutti" e la libertà non è un’opzione. Parole dure, quelle di Ekaterina Ziuziuk, portavoce dell’associazione che rappresenta la diaspora bielorussa in Italia incontrata per noi da Lorenzo Erroi.

Nell’edizione odierna proponiamo poi un’incursione nella bottega dell’artista Nando Snozzi, ad Arbedo, dove sabato e domenica si inaugura la mostra ‘Ipotesi per l’ultima spiaggia. Dove l’arte ha il dono dell’ubiquità’ con opere che raccontano la nostra folle attualità con piglio surreale e onirico.

Leggi anche:

La battaglia di Piero (per il diritto di vivere qui)

Nel Ps la rottura è conclamata, ma la minoranza sia più realista

Ex ostello di Figino, verso un Bed&Breakfast 2.0

Lukashenko ‘come Stalin, ma senza le fucilazioni’

La ‘normofollia’ dipinta da Nando Snozzi

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved