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23.08.22 - 05:30

Niente corsa a Bellinzona per Greta Gysin

Dal Verde del partito della consigliera nazionale a quello della conversione ecologica di Balerna, passando per... quello dei campi da calcio

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Alla fine è fumata nera. Greta Gysin ha sciolto le sue riserve: sulla lista dei candidati per un posto in Consiglio di Stato alle prossime elezioni cantonali, il suo nome non ci sarà. Malgrado le lusinghe, la consigliera nazionale dei Verdi ha dunque deciso di proseguire il suo impegno tra i banchi di Palazzo federale. E nell’edizione di oggi ne spiega il perché.

La conversione ecologica, considerati i venti di guerra che spirano a est, è più di una necessità: un imperativo. E a Balerna in questo senso ci si era già mossi da tempo, con un progetto per il teleriscaldamento a cippato di legna messo in cantiere nel 2011 e concluso nel 2019. Per poi... finire in un cassetto. Come mai? Dove sta l’inghippo? A queste e ad altre domande cerca di dare risposta il reportage-intervista ad Alberto Benzoni, capodicastero Ambiente e risorse energetiche del Comune, nelle pagine del Mendrisiotto.

Cosa ne sarà di quel terreno, di quasi 2’000 metri quadrati, in via Prà di Vizi in territorio di Ascona? Presto se ne dovrebbe conoscere la risposta, visto che il Patriziato, proprietario del terreno, ha deciso di aprire un concorso agli interessati. E la cosa stuzzica assai, visto che a Piano regolatore questa porzione di terra nel cuore dell’agglomerato urbano del Locarnese (ormai una rarità) può ospitare attività artigianali.

Germania Ovest, 1974. Luogo e anno in cui va in scena la decima edizione della fase finale del Campionato mondiale di calcio. Quella in cui alla fine ad alzare la coppa al cielo trionfanti sono i padroni di casa. Non prima però di aver perso il ‘derby’ con la Ssr. E su questa decima edizione si accendono oggi i riflettori delle Storie mondiali, che ci terranno compagnia fino alla prossima edizione, in Qatar.

E della decisione di Greta Gysin parla anche nel suo commento odierno Jacopo Scarinci, una rinuncia che, scrive, ‘deve portare socialisti ed ecologisti – e i nomi di punta – a una presa di responsabilità’. E, ancora, ‘è una campanella di fine ricreazione che suona, forte e acuta, sia per il Ps sia per gli ecologisti. Nome su cui puntare ma anche per alcuni comoda e calda coperta di Linus, Gysin dicendo ‘no, grazie’ imprime un’accelerata che tutto il campo rossoverde deve assecondare. Soprattutto nel prendersi le proprie responsabilità’.

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