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24.05.22 - 05:30
Aggiornamento: 16:08

Polizia del Vedeggio, quattro agenti sotto inchiesta

Dallo Stato Maschile russo al ‘re degli alberi’ (la quercia), pedalando per le strade del Mendrisiotto in compagnia di Gino Mäder... fino a Davos

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C’è subbuglio in seno alla centrale di polizia del Vedeggio. Dove è stata avviata un’indagine amministrativa nei confronti di quattro agenti. Bocche cucine per il momento, se non per dire che la vicenda non dovrebbe avere ripercussioni penali. Nessun accenno nemmeno al tipo di violazione loro contestata, ma da voci di corridoio il tutto dovrebbe riguardare (almeno in parte) alcune contravvenzioni.

C’è Stato e Stato. Ma lo Stato Maschile (in russo "Muzhskoye gosudarstvo"), che ha il suo regno prevalentemente nel web, è uno dei più influenti della propaganda russa. Di quella di basso profilo, dove omofobia, misoginia, razzismo e antisemitismo rappresentano i temi portanti. Nell’edizione odierna vi proponiamo uno spaccato della propaganda nazi-russa dei maschi che odiano tutti.

Un tempo erano considerati tra gli alberi più importanti. Eppure, malgrado ciò, quello che veniva anche definito il "re degli alberi" oggi si trova in pericolo, minacciato dalla proliferazione incontrollata delle specie neofite invasive. Nelle Terre di Pedemonte si è allora voluto correre ai ripari, avviando un intervento selvicolturale che mira a ridare splendore a uno dei querceti di maggior valore del nostro cantone, cercando di riportarlo allo stato antecedente l’alluvione del 1978.

L’appuntamento è per il 16 giugno, giorno della quinta tappa del Tour de Suisse, con arrivo a Novazzano. Mancano ancora tre settimane e spiccioli, ma la tensione è già alta nel Mendrisiotto, soprattutto per veder transitare su quelle strade Gino Mäder, elvetico nato e cresciuto oltre San Gottardo ma di cui il suo primo (e unico) fan club ha sede proprio in terra momò.

A Davos è nuovamente tempo di World Economic Forum. Dopo due anni di cancellazioni e sedute in streaming. Ma se ne sentiva davvero la mancanza? La domanda se la pone, nel commento odierno, Generoso Chiaradonna, per un appuntamento che "a torto o almeno con troppa enfasi – scrive – viene considerato come la summa del capitalismo contemporaneo".

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