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23.05.22 - 05:30

Mafia, cosa resta a 30 anni dall’uccisione di Falcone

laRegione di oggi dedica un’analisi da Palermo sulla strage di Capaci. Cervelli: a volte tornano, ampio spazio alle eccellenze che decidono di restare

Oggi laRegione, a trent’anni dall’uccisione del giudice antimafia, Giovanni Falcone, propone un approfondimento da Palermo sulla strage di Capaci. Era il 23 maggio 1992. Restano l’orgoglio e le ferite di chi ha lottato per la verità. I nomi, le responsabilità, le vittime, i colpevoli. A firma di Madeleine Rossi un’ampia restrospettiva sulla strage di mafia.

Un altro approfondimento, a firma di Simonetta Caratti, ci conduce tra i laboratori del canton Ticino, con le storie di ricercatori rientrati o arrivati in Ticino. Biomedicina, oncologia e facoltà di medicina stanno calamitando nuovi talenti. Insomma, si tratta di cervelli, di eccellenze che decidono di restare nel nostro Cantone. Cifre e testimonianze di medici spiegano i motivi per cui numerosi scienziati hanno deciso di non lavorare oltre oceano e di scegliere una carriera lavorativa in Ticino.

E in tema di trend nei campeggi, Moreno Invernizzi traccia il bilancio sul settore: l’anno scorso si sono registrati oltre un milione e mezzo di pernottamenti. Di più. Ora, secondo le analisi, si tornerà ai livelli pre Covid. L’inizio della stagione è già incoraggiante. Tra gli obiettivi – dichiara Simone Patelli, presidente dell’Associazione Ticino Campeggi e, dal gennaio 2021, pure di Ticino Turismo – c’è quello di recuperare i turisti tedeschi e olandesi.

Nel Bellinzonese, Marino Molinaro, fa il punto con l’intervista alla sindaca di Sant’Antonino, Simona Zinniker, sulla viabilità a dieci anni dal dimezzamento dell’area di vendita massima. È infatti trascorso un decennio da quando Sant’Antonino e Cadenazzo annunciavano il loro impegno nel migliorare l’assetto viario della vasta zona commerciale e produttiva condivisa caratterizzata da un intenso traffico veicolare di clienti, lavoratori e fornitori.

Il commento in prima pagina è affidato ad Aldo Sofia. Titolo: Putin e l’arma della grande fame. «Da che mondo è mondo, da che guerra è guerra, l’arma della fame è sempre stata utilizzata per stroncare la resistenza del nemico» è l’incipit dell’analisi sull’invasione della Russia in Ucraina, tuttora in atto.

Buona lettura

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