laRegione
12.03.22 - 05:30

Qui non ci sono cineprese: la guerra ‘vera’ di Oleh Sencov

Il Ticino si sta attrezzando per l’arrivo massiccio di profughi ucraini. A Berna fa (ancora) discutere la candidatura al Consiglio di sicurezza dell’Onu

qui-non-ci-sono-cineprese-la-guerra-vera-di-oleh-sencov

Ciak si gira. Ma questa non è finzione: è guerra vera. Una guerra che il regista ucraino Oleh Sencov aveva già vissuto sulla sua pelle per aver trascorso cinque abbondanti anni in un gulag siberiano ai tempi dei combattimenti in Crimea nel 2014, tacciato di ‘terrorismo’ da Mosca. Già ospite a Lugano nell’ambito del Film festival diritti umani, Sencov ora è tornato al fronte, stavolta a Kiev, per cercare di arginare l’offensiva russa.

Venti di guerra che hanno portato l’undicenne Sergej fino a Stabio. La sua giovane vita in quindici giorni è cambiata radicalmente. Prima la fuga da un’Ucraina invasa dalle forze russe, poi l’interminabile viaggio passando per Romania e Italia. E infine l’arrivo a Stabio, dove lunedì ha trovato il caldo abbraccio dei suoi nuovi compagni di classe. Una storia anche toccante, che racconta la realtà di parecchie altre persone che in questi giorni bussano alle nostre porte in cerca di un rifugio. Ma anche di conforto. Per farsi trovare pronti all’arrivo massiccio di profughi ucraini, nel Mendrisiotto ci si sta attrezzando, individuando quegli spazi che sarebbero più idonei a tale scopo. Ecco allora spuntare la proposta del consigliere comunale Claudio Schneeberger: la Perfetta di Arzo.

Ritirare la candidatura svizzera al Consiglio di sicurezza dell’Onu? «Non faremmo un favore al mondo’. A esserne convinto è il consigliere agli Stati ginevrino Carlo Sommaruga, che in un’ampia intervista non nasconde critiche su come il Consiglio federale si sia mosso nei giorni immediatamente successivi all’invasione dell’Ucraina da parte delle forze armate russe.

All’estero è pratica già diffusa. Al punto che sono previsti pure sostanziosi contributi da parte dei vari governi. Il 60% dei costi (massimo 3’500 euro) in Italia, fino a 5’000 euro in Francia. E la Svizzera cosa fa per incentivare il ‘retrofit elettrico’ (in parole semplici la conversione di una vettura a combustione in una a motorizzazione elettrica)? Non abbastanza secondo il consigliere nazionale ticinese Bruno Storni, che con una mozione chiede appunto di agevolare l’omologazione tecnica da motore termico a elettrico.

Sul fronte ucraino, è guerra vera. Quella che miete vittime, lascia dietro di sé una lunga scia di sangue. A chilometri di distanza, invece, la guerra è (per fortuna) di tutt’altro tipo. Ma anche qui i colpi bassi non mancano. Come quell’anziana russa che su un treno si è vista sputare ai piedi da uno sconosciuto solo perché si era espressa nella sua lingua materna. O come quei bambini russi vittime di atti di bullismo nelle varie scuole di mezz’Europa. Già, la guerra si fa anche così. Il rischio della russofobia è dietro l’angolo, annota Franco Zantonelli nel suo commento: ‘Invece di mobilitarci seriamente per rendere inoffensivo Putin, come ha invitato gli europei a fare Bernard-Henry Lévy, pena il disonore, facciamo una patetica guerricciola a dei poveretti che non hanno alcuna responsabilità per le bombe sganciate sull’Ucraina dal presidente russo’.

Leggi anche:

Qui non ci sono cineprese: la guerra ‘vera’ di Oleh Sencov

‘Il mio compagno di classe si chiama Sergej’

‘Se ci tiriamo indietro non facciamo un favore al mondo’

Anche una vecchia utilitaria può diventare elettrica

Russofobia: la patetica guerricciola contro i poveretti

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved