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10.03.22 - 05:30
Aggiornamento: 14:49

Unitas, quella ‘mano lunga’ e quei troppi silenzi...

Marco Chiesa a 360 gradi. ‘Sammelsack’ al tramonto a Bellinzona. Quali conseguenze economiche dall’invasione dell’Ucraina?

Troppi i silenzi attorno a quei comportamenti ‘inopportuni’ di un uomo con un’importante funzione in seno a Unitas. Troppi silenzi a cui nell’edizione di oggi viene data voce su una doppia pagina. Il caso è affiorato di recente, dopo che un’interrogazione dei Verdi al Consiglio di Stato aveva evidenziato i contorni di una vicenda che riporta, se confermate, a vere e proprie molestie, fisiche e verbali, perpetrate sull’arco di almeno un ventennio.

In vista del dibattito al Nazionale, il presidente Marco Chiesa (Udc) – in un’intervista a 360 gradi – spiega i motivi che stanno alla base della richiesta presentata dal suo partito per il ritiro della candidatura svizzera al Consiglio di sicurezza dell’Onu.

In Ucraina la guerra prosegue. Emanuele Atturo vi racconta la storia di Sergiy Stakhovsky, il tennista che nel 2013 sconfisse, a sorpresa, Roger Federer. Dopo una carriera mediocre ora si è arruolato a Kiev per combattere i russi.

L’esperimento portato avanti (anche da Bellinzona) non avrà un seguito. Almeno non così come concepito. Il ‘Sammelsack’ per la raccolta delle plastiche infatti non avrà vita ancora lunga in Ticino. Trascorsi tre anni dal suo avvio nella capitale, tirate le somme, soppesato l’atteso beneficio ambientale ed economico, il progetto pilota è giunto a una svolta. All’orizzonte infatti si profila un appalto per riciclare questo genere di rifiuti in Ticino, anziché, come avveniva in precedenza, inviarli oltre San Gottardo.

Lunga o corta che sia, la guerra in Ucraina, con tutti i suoi drammi, avrà quale inevitabile strascico una profonda recessione. E questo, annota Generoso Chiaradonna nel suo commento odierno, gli economisti del Fondo monetario internazionale lo hanno capito fin dai primi missili sganciati dai russi. Non da ultimo, e questa guerra ha rotto anche gli attuali equilibri geopolitici con una sorta di brusca frenata del processo di globalizzazione. Il tutto in un mondo che rispetto a soli trent’anni fa è molto più interconnesso.

Buona lettura!

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