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13.03.21 - 06:00

Riaperture, Berna tiene la porta ancora un po' socchiusa

Ok alla riapertura delle terrazze dei ristoranti, via libera anche a manifestazioni con pubblico limitato e incontri in 10. Ma in Ticino ci si aspettava di più

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Birrette e costine aspetteranno ancora un po', a meno che non si consumi in uno spazio esterno: il Consiglio federale, oltre a confermare i test rapidi gratuiti per tutti dal 15 marzo, mette in consultazione la riapertura delle sole terrazze di bar e ristoranti per il 22 di marzo, oltre al via libera a manifestazioni, con limitazioni di pubblico, e incontri in casa in massimo 10 persone. Ma sulla conferma degli allentamenti peserà la situazione epidemiologica, perchè, come ha detto Berset, sta arrivando probabilmente una terza ondata.

In Ticino le nuove decisioni prospettate dal Consiglio federale non lasciano affatto contenti: da Norman Gobbi, perplesso sulla comunicazione a suo dire contraddittoria, a Massimo Suter che parla di "discriminazione" e "dilettantismo" fino allo sport che si aspettava una riapertura basata sul numero dei posti disponibili, definire le reazioni "perplesse" è un eufemismo. Più positivo il segnale per la cultura, pur confrontata con ampie incertezze. Mentre il cantone, parola di Christian Vitta intervistato da Generoso Chiaradonna, ha già versato 20 milioni di franchi a circa 400 beneficiari. E non si ferma l'emergenza socioeconomica in Ticino.

Disagio, ansie, timori per il futuro o semplicemente bisogno di parlare con qualcuno: il Telefono Amico raccoglie le confidenze e le paure dei ticinesi, e la pandemia è uno dei temi ricorrenti delle chiamate.

Prosegue la campagna di vaccinazioni in Ticino, che toccano quasi le 50'000 somministrazioni fra buone e cattive notizie sulle forniture: entro fine mese toccherà alle persone con malattie croniche ad alto rischio. 

Si parla, ancora, di autogestione a Lugano, con le accuse di uso eccessivo della forza che arrivano dai manifestanti, quella "tentazione del manganello" di cui parla Lorenzo Erroi nel suo commento.

Non bastavano i suprematisti a km 0: ora l'America guarda con inquietudine alla crescita di Asatru, la chiesa che si definisce neopagana, venera gli dèi dei vichinghi e celebra la diseguaglianza di genere e etnica.

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