laRegione
sesso-esplicito-a-zurigo-pornoattori-recitano-foster-wallace
'Ho il mandato artistico di mettere in scena il più brillante scrittore del 20esimo secolo' (Keystone)
Curiosità
13.09.21 - 17:060
Aggiornamento : 17:29

Sesso esplicito a Zurigo: pornoattori recitano Foster Wallace

La regista Yana Ross ha portato allo Schauspielhaus ‘Brevi interviste con uomini schifosi’, e si difende dall’accusa di puntare allo scandalo

Sesso esplicito sul palco, praticato da attori dell’industria erotica: a Zurigo questo fine settimana a teatro è andata in scena la pornografia, “specchio della nostra società”, secondo la regista Yana Ross. La 48enne americana ha tradotto in linguaggio scenico ‘Brevi interviste con uomini schifosi’, una raccolta di racconti dello scrittore statunitense David Foster Wallace (1962-2008). Protagonisti della pièce – allestita nello Schiffbau, ex edificio industriale diventato uno dei palcoscenici dello Schauspielhaus, con la prima sabato sera – sono stati la 48enne Katie Pears e il 57enne Conny Dachs, attori pornografici che hanno copulato in varie posizioni.

La regista si difende dalla possibile accusa di voler suscitare l’attenzione puntando sullo scandalo. “Se si trattasse solo di questo, lo spettacolo sarebbe finito in dieci minuti”, afferma in un’intervista pubblicata oggi dal Blick. “Ho dovuto lavorare molto duramente per creare significati, stratificazioni e associazioni per il pubblico di fronte al sesso, per permettere d’inserirsi in un certo stato d’animo, per ricevere la potenza della provocazione intellettuale letteraria di Wallace”. Continua l’artista: “Il sesso è poca cosa rispetto alle parole di Wallace, e questo è in parte il senso di una tale performance. Non trovo così interessante lo scandalo nell’arte, ma affrontare il tema del tabù è ancora molto importante e necessario”. E ancora: “Personalmente, rinuncio volontariamente a guardare porno gratuiti, perché il lavoro professionale dovrebbe essere compensato”, argomenta Ross. “Vedo la pornografia come un genere pop che stabilisce un mondo di fantasia del consumatore. È uno specchio della nostra società, può essere studiato come un fenomeno culturale, insieme alla sua influenza (nei due sensi) sulla musica pop, sulla moda e sulle trasmissioni televisive”.

Tutta un’altra cosa

Secondo la professionista di origine lettone con studi di arte drammatica all’università Yale (Usa) quanto si vede in teatro è molto diverso da un filmato pornografico guardato a casa propria. “Sussiste una differenza fondamentale quando si prende una distanza orientativa dallo schermo e si mostra qualcosa che è già accaduto e quindi è già stato rappresentato, rispetto all’atto che avviene dal vivo, che ti colpisce qui e ora, nonché anche come parte del gruppo”, spiega. Gli atti in questione sono a suo avviso uno strumento per comunicare in modo artistico. “Uno strumento potente e inquietante: ma li usiamo senza provocazioni, non vogliamo scioccare o respingere il pubblico, siamo tutti adulti. Non è ammesso nessuno sotto i 18 anni e chiunque può andarsene in qualsiasi momento”.

Ma guardare sesso dal vivo – chiede l’intervistatrice – è proprio quello che vuole chi va al Schauspielhaus? “Non posso rispondere per il pubblico, ho il mandato artistico di mettere in scena il più brillante scrittore del 20esimo secolo”, risponde Ross. “La sua opera è molto legata a un certo tipo di solitudine umana che viene dall’incapacità di formare relazioni, da spaventose relazioni genitori-figli, e che crea una vita di sofferenza per chi non può essere intimo con un partner o trovare l’amore”. Uomini “schifosi”, quindi? “Penso che le relazioni tra le persone siano spesso piuttosto terribili e che non vi siano differenze fra i sessi. Ma ciò che è importante è che Wallace mostra dove si trovano le radici dei problemi della cattiva comunicazione e come la mascolinità tossica possa essere sfidata, guarita e trasformata. Sta parlando a un pubblico femminile e il suo punto di vista coraggioso è che non osa parlare per una donna, non scrive da una prospettiva femminile”.

Per la regista il teatro può essere una sorta di terapia. “Si può cominciare a pensare ai propri errori nelle relazioni e si è spinti a guardare al prossimo con più empatia e rispetto, con più leggerezza e cordialità, nonché, si spera, anche con più piacere!”, conclude.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Curiosità
Curiosità
10 ore
Mille opere di Warhol a 250 dollari l’una, ma 999 sono dei falsi
L’iniziativa è opera dello stesso gruppo che creò le ’Satan Shoes’, le Nike Air Max 97 nere con goccia di sangue umano, oggetto di causa legale
Società
13 ore
L’argoviese David Schmid è il miglior pasticcere del mondo
Considerato un faro nel settore della panetteria e pasticceria svizzera, è il primo confederato a ottenere il prestigioso riconoscimento
Curiosità
2 gior
Disavventura palermitana (a lieto fine) per Harrison Ford
Il famoso attore perde la carta di credito. Un uomo la trova e la consegna alla polizia
Curiosità
5 gior
Antesignano di Amazon, torna il ‘Postalmarket’
Tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta, lo storico catalogo era il leader italiano nel mercato delle vendite per corrispondenza
Curiosità
6 gior
Ma quale Colombo, l’America l’hanno scoperta i Vichinghi
Un gruppo di ‘uomini del Nord’ vi sarebbe giunto agli inizi dell’XI secolo, stabilendovi una piccola colonia. Lo dicono a Groningen (ma non è una novità)
Musica
1 sett
Riccardo Muti: ‘Siate direttori d’orchestra, non clown’
‘Battere il tempo lo fanno anche gli asini, fare musica è una cosa diversa’, dice il maestro criticando colleghi che ‘zompano’
Curiosità
1 sett
I medici tolgono il Martini alla regina Elisabetta
Niente più bicchierini di alcolici a Buckingham Palace, a cominciare dal più amato dalla sovrana
Curiosità
1 sett
Superman toglie il motto patriottico ‘American way’
Il supereroe si adegua ai tempi che cambiano. Il nuovo slogan sarà ‘Verità, giustizia e un domani migliore’
Estero
1 sett
Non sono le ossa del beato Bertrando, ma quelle di due donne
Delusione tra i fedeli di Fontaniva, Padova: è questo l’esito delle analisi effettuate da esperti dopo la traslazione dei resti
Curiosità
2 sett
A Creta le orme più antiche, forse di un ominide
Rinvenute nell’isola greca tracce risalenti a 6,2 milioni di anni fa, ma l’origine umana delle impronte non ha mai convinto la comunità scientifica
© Regiopress, All rights reserved

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile