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27.12.18 - 08:530

Il gufo delle nevi a rischio estinzione

La classifica del Wwf delle diverse specie di animali: perdenti e vincitori della biodiversità.

Il 2018 non è stato un buon anno per gli animali: alcune specie, come ad esempio il gruccione, condizionato dai cambiamenti climatici, ha guadagnato spazi nuovi, mentre altre, come l'aringa del Baltico o il gufo delle nevi, devono combattere contro il riscaldamento globale e la riduzione degli habitat. Occasione questa per il WWF di fare il punto su vincitori e vinti del 2018.
 
L'aringa del Baltico è uno dei grandi perdenti del 2018. La sua presenza era considerata inesauribile, ma da dieci anni i nuovi esemplari sono in costante diminuzione. La situazione delle aringhe è condivisa da numerosi stock ittici, soggetti a pesca eccessiva, impoveriti o sofferenti per via della crisi climatica. Tra i vinti figura anche l'orango di Tapanuli, appena scoperto e già gravemente minacciato. C’è invece speranza per balenottere e balene grigie: i divieti di pesca stanno mostrando i propri effetti. Anche la popolazione dei gorilla di montagna, con i suoi 1'000 esemplari, è molto più alta di quanto ci si aspettasse, anche se classificata ancora come “gravemente in pericolo” e minacciata da bracconaggio e agricoltura. “Questi esempi mostrano che gli interventi volti alla conservazione della specie funzionano. Tuttavia, ciò non può celare il fatto che, se davvero vogliamo preservare la biodiversità e il pianeta, il percorso che ci troviamo davanti è difficoltoso”, afferma Susanna Petrone, responsabile della comunicazione di WWF Svizzera.
 
Le aringhe sono nel Guinness dei primati. In tutto il mondo nessun pesce è più numeroso. Tuttavia, ci sono cattive notizie per l'aringa del Baltico, che negli ultimi 60 anni ha perso la maggior parte delle praterie sottomarine, così importanti per la deposizione delle sue uova. A ciò si aggiunge ora il riscaldamento climatico. Da più di 10 anni i nuovi esemplari sono sempre meno. Circa l'orango di Tapanuli, un rappresentante poco conosciuto della sua specie è in realtà stato scoperto a novembre 2017 a Sumatra; questa nuova specie a sé stante si chiama orango di Tapanuli. Individuata da poco, è però già gravemente minacciata poiché vi sono solo 800 esemplari, cosa che rende questo orango la scimmia più rara al mondo. Piantagioni e miniere d'oro erodono l'habitat rimanente, pari a 1'000 chilometri quadrati, ovvero circa la superficie del Canton Uri.

Se le tartarughe popolavano la Terra già circa 200 milioni di anni fa e sono sopravvissute ai dinosauri, la metà delle specie conosciute risulta minacciata. Al primo posto figura la tartaruga dal guscio molle gigante dello Yangtze: in tutto il mondo ce ne sono solo tre. Il destino di “Lonesome George” sembra ora ripetersi. E che dire della saiga mongolica: all'inizio del 2017 migliaia di esemplari sono rimasti vittime di una terribile pestilenza, e il duro inverno 2017/2018 ha ulteriormente indebolito la popolazione. Passati il freddo e il virus diffuso, alla conta di maggio 2018 risultavano solo 3'000 animali sopravvissuti. Chiude la lista dei 'perdenti' il gufo delle nevi: finora era stato considerato ampiamente diffuso, con una popolazione stimata a 200'000 esemplari; in realtà essa conta soltanto 28'000 uccelli, motivo per cui i gufi delle nevi sono ora considerati “a rischio”.  Negli anni “cattivi” la popolazione degli uccelli artici potrebbe crollare tra i 14'000 e i 10'000 esemplari. Ciò dipende anche dalla disponibilità delle sue principali prede, i lemmi, anch’essa incostante a causa della crisi climatica.


Vincitore è diversamente il gruccione: ha una predilezione per le api, i bombi e gli insetti di grandi dimensioni. Questo uccello viaggia ogni anno tra l’Europa e l’Africa sub-sahariana. Nel 1990 nelle nostre zone c'erano solo alcuni individui sparsi, oggi invece le coppie che covano si aggirano da 53 a 72. L’aumento delle temperature lo intrappola a nord. Tuttavia, il gruccione non può essere considerato un vero vincitore nei confronti del riscaldamento climatico: il suo stretto legame con habitat vulnerabili quali le cave di ghiaia e la massiccia estinzione degli insetti potrebbe infatti rallentarne bruscamente la crescita.

 

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