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16.08.18 - 10:510

Domani è venerdì 17, tra superstizione e...

Cosa c'entrano la Genesi, la battaglia di Teutoburgo, il Venerdì santo e Pitagora? C'entrano, c'entrano

Domani è venerdì 17, e per alcuni è panico generale. Ma da dove deriva? È solo superstizione o c'è del vero?

Stando alla Genesi, il diluvio universale iniziò nel secondo mese e... il giorno 17. E già nell'antica Grecia il numero 17 non veniva visto di buon occhio. Per motivi matematici, pare. Infatti, questo numero si trova tra il 16 e il 18, che rappresentano due quadrilateri perfetti (un quadrato 4x4 e un rettangolo 6x3). Ma se Atene piange... neanche Roma rise. Proprio per niente. Anche lì il 17 è un numeraccio da evitare, perché nella disfatta di Teutoburgo (correva l'anno 9 d.C.) sembra che il capo dei germani, Arminio, si sia concentrato con particolare intensità contro le legioni 17, 18 e 19. Distruggendole. Quel giorno Roma non solo capì che coi popoli germani sarebbe stata tosta (ci arrivarono definitivamente pochi anni e tanti morti dopo), ma decise che quei numeri non sarebbero stati più assegnati ad alcuna legione.

E il venerdì?

Che il 17 non sia un numero storicamente "simpatico" si è capito. Ma perché se associato al venerdì diventa così inaffrontabile? Anche qui bisogna andare indietro nel tempo: precisamente al Venerdì santo, giorno della morte di Gesù. Da lì, a cascata, arrivando fino alla smorfia napoletana: il 17 vuol dire disgrazia pura. Il suo simbolo? Un impiccato.

Ma c'è chi combatte

Cristoforo Colombo, uno a caso, fu la negazione vivente di questa superstizione. Partì da Palos un venerdì, arrivò nel Nuovo mondo di venerdì e ritornò sempre di venerdì. E senza cornetto rosso o sacchettini di sale in tasca.

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