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13.02.18 - 13:410

San Valentino, dalle origini a oggi

Come ogni anno ci si prepara a festeggiare il 14 febbraio. Ma qual è l'origine della ricorrenza? Uno studio Usa testa la fedeltà

Non si sfugge al 14 febbraio. Ricorrenza celebrata in gran parte del mondo, San Valentino anche in Svizzera è una festa popolare da una settantina d’anni. Le origini del giorno degli innamorati, però, sono ben più lontane nel tempo: risalgono infatti all’antica Roma. Nella Confederazione la prima edizione, del 1949, fu lanciata su impulso delle aziende di fioricoltura. Da allora i commercianti rivaleggiano con proposte di regalo sempre più variate. E, per la gioia di fioristi, cioccolatai ed esercenti, domani, mercoledì, verrà puntualmente celebrata la Festa degli innamorati. I fiori rimangono comunque ancora oggi il regalo per eccellenza: nel giorno degli innamorati solitamente il volume d’affari dei fiorai è due volte superiore a quello di un sabato normale, giorno in cui ci sono più vendite.

La ricorrenza vanta comunque una tradizione millenaria. Sin dai tempi dei Romani il 14 febbraio era dedicato a Giunone, la dea consigliera e protettrice delle donne e del matrimonio. Per l’occasione veniva organizzata un’originale 'lotteria dell’amore': le giovani estraendo a sorte un biglietto da un’urna potevano 'aggiudicarsi' un compagno per tutto l’anno, o magari per tutta una vita. Il cristianesimo recuperò la festa pagana: il 14 febbraio del 496 diventò giorno di San Valentino di Terni (Umbria), in onore di un vescovo romano (176-273) condannato a morte dall’imperatore Claudio II il Gotico, per aver convertito pagani e aiutato cristiani vittime di persecuzioni. Una leggenda narra che Valentino, graziato ed 'affidato' a una nobile famiglia, compì il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo 'carceriere'. Il miracolo non gli salvò però la vita: venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano che proseguiva le persecuzioni contro i cristiani. Vista la sua crescente popolarità, Valentino fu decapitato il 14 febbraio del 273, a 97 anni. La leggenda vuole che prima di essere giustiziato l’anziano, teneramente legato alla giovane guarita dalla cecità, la salutò con un messaggio d’addio che si chiudeva con le parole: "Dal tuo Valentino".

La tradizione di festeggiarlo – diffusa dai benedettini, primi custodi della basilica dedicata al santo in Terni – si è perpetuata nei paesi anglosassoni. Nel Regno Unito, ad esempio, i giovani si riuniscono la vigilia di San Valentino per designare i Valentini e le Valentine: i primi saranno per un anno i cavalier serventi delle seconde. In Gran Bretagna vengono inoltre spediti milioni di biglietti augurali, scambiati regali e pubblicate migliaia di inserzioni sui giornali. Le prime cartoline commerciali di auguri per San Valentino sono state prodotte nel 1847 a Worcester (Massachusetts/USA) da Esther Howland (1828-1904). Prendendo ispirazione da una cartolina inglese la ragazza di 19 anni ha elaborato un prototipo che ha immediatamente avuto un grande successo, ottenendo 5000 ordinazioni. Con l’aiuto di amiche, Esther Howland organizzò – ben prima di Henry Ford- una catena di montaggio per tagliare, adattare e incollare i vari motivi dalle sue cartoline. Negli anni migliori raggiunse un fatturato di 100’000 dollari. Dopo la Seconda Guerra mondiale l’abitudine di commemorare la festa degli innamorati si è diffusa in Europa in seguito alla partecipazione americana al conflitto.

M'ama o non m'ama?

Nel ventunesimo secolo oltre a celebrare la giornata degli innamorati, non si perde occasione per testare la forza dell'amore. Un nuovo studio della Florida State University, pubblicato sul 'Journal of Personality and Social Psychology', ha esaminato 233 coppie appena sposate per tre anni e mezzo e ha permesso di scovare le risposte psicologiche che possono servire a evitare l’infedeltà, una delle cause più frequenti di rottura di una relazione. Si è così tracciato una sorta di identikit della persona infedele. La prima sorpresa è che si tratta di qualcuno che non è insoddisfatto della propria relazione dal punto di vista sessuale, anche se è complessivamente poco soddisfatto in coppia. L’infedeltà è infatti più probabile in coloro che sono più appagati dal punto di vista sessuale, e ciò suggerisce probabilmente una maggiore positività riguardo al sesso in generale e un desiderio di cercarlo indipendentemente dall’andamento della relazione principale. Un altro fattore dirimente è l’attrazione: le donne meno attraenti hanno più probabilità di tradire, mentre tra gli uomini hanno una maggiore possibilità di farlo quelli con partner meno attraenti. Gli studiosi hanno inoltre focalizzato l’attenzione su due processi psicologici condivisi da tutti a vari livelli: il primo, 'Attentional Disengagement', è la capacità di allontanare la propria attenzione da una persona considerata attraente, il secondo, 'Evaluative Devaluation', è la tendenza a ridimensionare mentalmente l’attrazione verso un’altra persona. Di fronte a delle fotografie mostrate loro, gli sposi che volgevano altrove l’attenzione poche centinaia di millisecondi più velocemente della media avevano quasi il 50% meno probabilità di avere rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. Meno propensi a tradire erano pure coloro che tendevano a svalutare l’attrattiva di una persona.

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