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Ultimo aggiornamento: 23.09.2018 19:42
La compatta citycar giapponese ha un look gradevole. Le personalizzazioni Hanami aggiungono una nota distintiva
Auto e moto
30.08.18 - 15:540

Mitsubishi Space Star

La pratica e compatta giapponese guadagna il ricco allestimento Hanami, dedicato al mercato svizzero e contrad­distinto da attenzioni aggiuntive verso comfort e servizi di bordo. Non troppo grintosa ma rilassante la resa dell’1.2 da 80 cv.

Non scopriamo certo oggi la Space Star, sul mercato già da diverse stagioni, ma l’inedito allestimento di vertice le permette di guadagnare diversi punti di attrattiva: la speciale versione Hanami aggiunge infatti un tocco di “colore” supplementare, caratterizzata non solo dalla dotazione superiore ma pure da un arricchimento cromatico che rende il modello senz’altro meno anonimo. Merito di piccoli ma simpatici dettagli come la pellicola grigio-acciaio sul montante posteriore insieme alle scritte sulle fiancate, discrete ma visibili, combinate a “cure” negli interni di pari risultato; gli inserti in scamosciato tipo Alcantara sulla palpebra cruscotto e di fronte al passeggero sono associati a tanti altri dettagli di indubbia piacevolezza.
L’allestimento Hanami – in giapponese indica l’ammirazione della fioritura primaverile degli alberi – propone dotazioni che arricchiscono l’esperienza quotidiana: proiettori anteriori bi-xeno, sistema multimediale MGN su schermo a sfioramento con navigazione, radio digitale DAB+; inoltre, accensione senza chiave con pulsante, impianto di climatizzazione automatico con filtro antipolline, sedili anteriori riscaldabili e cerchi in lega da 15”. Il tutto per una somma che rimane contenuta, 15’750 Chf con la motorizzazione più performante (1.2 benzina tre cilindri aspirato da 80 cv), con l’aggiunta di 1’200 Chf per la variante con cambio automatico CVT come nel caso dell’esemplare del test. È presente il regolatore di velocità, invece del tutto assenti gli ausili attivi alla guida ormai offerti sulle citycar di ultima generazione: qui, la compatta giapponese mostra la propria maturità di progettazione.
A bordo, i dettagli di allestimento Hanami ravvivano un ambiente altrimenti piuttosto sobrio seppur funzionale; il contrasto tra inserti pregiati e plastiche più robuste che ricercate è piacevole anche se, di fondo, la Space Star resta un modello lontano da particolari raffinatezze. La sistemazione di bordo trova qualche piccolo limite iniziale nell’assenza del registro di profondità del piantone di sterzo, ma il “neo” non è poi eccessivo e persone di differente taglia trovano comunque la postura preferita.
Presente il comodo bracciolo centrale (non regolabile). La seduta, poi, è leggermente rialzata anche a registro basso, il che restituisce una certa panoramicità d’insieme. Soddisfa anche la libertà di movimento posteriore; nonostante le dimensioni compatte – 3,80 metri di lunghezza – in due adulti si viaggia comodi, con spazio discreto anche per le gambe. Apprezzabile, inoltre, la dotazione di soluzioni pratiche per la sistemazione dei vari oggetti.
Il bagagliaio è in linea: l’altezza della soglia è un po’ elevata, ma la cubatura è sufficiente (175/912 litri) ed include una pratica vasca a pavimento con scomparti e coperchio, rimovibile in caso di necessità.
La Space Star esprime le doti migliori in ambito urbano ed extraurbano, ma si lascia impiegare anche in autostrada senza grandi sacrifici, grazie ad un isolamento acustico curato che “soffoca” a dovere la rumorosità meccanica. Le prestazioni stesse consentono un valido disimpegno in ogni condizione, anche se il cambio automatico CVT sottrae parecchio alla piacevolezza di accelerazione per via dell’evidente trascinamento “monomarcia” che impone un regime piuttosto elevato – dunque un po’ rumoroso – e costante, la situazione meno piacevole dal punto di vista acustico. La reattività della variazione continua è in effetti un po’ dolce e poco diretta, ma se non si insiste con foga sul gas si ottengono comunque variazioni briose dell’andatura. Resta qualche limite in fase di sorpasso. Soddisfacente invece la resa dell’1.2 sul piano dei consumi, con una media effettiva di circa 6 l/100 km registrata nel corso del test, che tuttavia sale se si impiega l’auto in autostrada con maggior frequenza. Al volante la Space Star garantisce tanta stabilità, movimenti ridotti del corpo vettura – le sospensioni sono leggermente “consistenti” su asperità isolate ma assorbono efficacemente lo sconnesso – insieme ad un’agilità di buon livello, con sterzo preciso quanto basta per sentirsi sempre in controllo della traiettoria in curva; notevole l’agilità cittadina, grazie ad un diametro di volta contenuto in 9,2 metri.

Scheda Tecnica

Modello Mitsubishi Space Star
Versione Hanami
Motore 3 cilindri, benzina, aspirato, 1.2 litri
Potenza, coppia 80 cv, 106 Nm
Trazione anteriore
Cambio a variazione continua
Massa a vuoto 940 kg
0-100 km/h 12,8 secondi
Velocità massima 173 km/h
Consumo medio 3,8 l/100 km (omologato)
Prezzo 16’950 Chf
La compri se… cerchi una compatta per la città
e non solo, con la comodità del cambio automatico
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