laRegione
calo-demografico-parlare-di-salari-e-cosi-brutto
Ti-Press
13.10.21 - 05:30
Aggiornamento : 11:41

Calo demografico, parlare di salari è così brutto?

Di soluzioni dalla politica se ne sentono di ogni: fantasiose o più concrete. Basterebbe pagare stipendi dignitosi, al netto di tante chiacchiere

Ben venga il dibattito su calo demografico e fuga dei cervelli. Di più: ben venga l’ascolto dei giovani che studiano oltre Gottardo - riferendo tutte le loro risposte e tutti i loro spunti -, ben venga la tematizzazione costante che per primo ha cominciato a fare il Ppd, ben vengano i socialisti preoccupati e - ma sì, sprechiamoci - ben venga pure il ‘mister demografia’ di Speziali se serve. Ben venga per dovere di cronaca anche il silenzio dell’Udc, in quanto si può capire che il tema non sia proprio nei loro radar quando invece si può concionare sulla libera circolazione e quando si parla di persone che guadagnano meno di 100mila franchi l’anno. E a proposito di stipendi: una modesta proposta. Finché il focus non si sposterà sui salari vergognosi che vengono offerti a molti giovani formati, parlare di famiglie che non si creano più, di spopolamento, di fughe verso nord ma anche verso sud, sarà solo chiacchiericcio di fondo. La politica dovrebbe provare a capire un semplice, basilare concetto: non esistono solo i ricchi, persone cui è andato tutto liscio, studenti con papà che paga loro gli studi, chi ha il cognome passepartout, quelli che vengono messi al posto giusto in barba alla meritocrazia, quelli che chiedono meno Stato ma hanno lo stipendio pagato dallo Stato e quindi dal contribuente. Forza, non è difficile.

Leggi anche:

Così il Ticino vuole far rientrare i ‘cervelli in fuga’

‘Fuga dei cervelli, ascoltare i giovani è un antidoto alla paura’

‘Per combattere il calo demografico creiamo un Mister demografia’

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
calo demografico salari
Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
Commento
1 gior
Viaggio nell’arena (flatulente) della Rai
La decisione del direttore generale della tv di Stato italiana di separare i talk show dall’informazione ha sollevato una mezza rivolta
L’ANALISI
1 gior
Non è la panacea, ma proviamoci
La Sfl ha approvato il nuovo format della Super League: 12 squadre e playoff
Commento
2 gior
Il disagio psichico e il circo Barnum dei social
Un tempo erano donne barbute e nani ad attrarre la gente nei circhi, oggi il disagio psichico esposto impietosamente attira i click degli utenti del web
Commento
2 gior
Schröder, poltrone come matrioske
I tedeschi gli chiedono di mollare i suoi incarichi russi e lui ne fa spuntare altri. Il vizio tropical-mediterraneo della sedia incollata non ha confini
Commento
3 gior
L’eterno declino degli Usa
La strage razzista di Buffalo è l’ennesimo, tragico sintomo di un Paese diviso, le cui fratture interne sono speculari alla potenza militare
Commento
3 gior
Il Vescovo di Lugano e il vasetto (vuoto) di marmellata
Il prete del Mendrisiotto, fermato ubriaco e con precedenti accuse di molestie, ci porta a riflettere sul binomio superato di misericordia e giustizia
Commento
4 gior
TiSin, la Lega e l’arte della fuga
I granconsiglieri Aldi e Bignasca abbandonano il sindacato giallo che ha cercato di aggirare la legge sul salario minimo. Eppure molti minimizzavano
Commento
5 gior
Matignon: trent’anni dopo, una donna
Donna, autorevole, di sinistra e di sensibilità ambientale: Élisabeth Borne è la nuova prima ministra francese
Commento
6 gior
Lo Stato e la diligenza del buon padre di famiglia
La retorica della destra è riuscita a fare breccia: il pareggio nei conti pubblici andrà raggiunto entro la fine del 2025
Commento
1 sett
A braccetto con Erdogan, pur di avere ragione
Siamo disposti a tutto pur di confermare le nostre tesi, perfino di accompagnarci a Erdogan che impallina i nuovi ingressi Nato per proprio tornaconto
© Regiopress, All rights reserved