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06.12.22 - 05:30
Aggiornamento: 19:40

Animali politici am(m)aliati dall’ambizione

Dopo aver capito da che parte gira il vento con ‘Avanti’, il presidente del Plrt Speziali si è tuffato sulla sua preda: il seggio socialista in governo

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Compagnia Due
In questo articolo si parla di:
  • È probabile che né Mirante né Roncelli siano stati molto attenti negli ultimi anni alle proposte culturali della scena underground del teatro ticinese
  • Peccato che Speziali non abbia badato ai danni collaterali della sua mossa sulla scuola
  • A questo punto non sarebbe male pure un pizzico di autocritica da parte dei vertici del Decs

Dopo le plateali dimissioni di Evaristo Roncelli dalla carica di vicepresidente del Partito socialista, avvenute lo scorso 18 ottobre, c’è chi diceva, a mo’ di battuta: "Fossi il presidente del Plrt, una telefonata ad Amalia Mirante gliela farei al volo". Nessuno sa se quella telefonata ci sia stata o meno. Tant’è che alla presentazione della lista liberale-radicale per il governo, e siamo al 12 novembre, nessuno parla di raddoppio. Anzi: "Per il Consiglio di Stato non vogliamo avere l’ansia da prestazione, non è il momento per metterci degli obiettivi", dice con aria umile Alessandro Speziali. Fatto sta che, il giorno dopo, il congresso del Ps decide di seguire le indicazioni della direzione del partito, confermando in lista Marina Carobbio e Yannick Demaria e lasciando fuori dai giochi la candidatura di Mirante. Una decina di giorni più tardi l’economista 44enne annuncia in televisione di essere pronta a lasciare il Ps e a fondare insieme al fedelissimo Roncelli un movimento denominato ‘Avanti’.

Breve inciso: è probabile che né Mirante né Roncelli siano stati molto attenti negli ultimi anni alle proposte culturali della scena underground del teatro ticinese. Altrimenti avrebbero saputo che ‘Avanti’ è un geniale spettacolo di varietà della Compagnia Due dei fantastici Andreas Manz e Bernard Stöckli, in cui si muore dalle risate dal primo all’ultimo minuto.

Senza tante risate invece è stato presentato ieri in conferenza stampa il nuovo movimento del duetto Mirante/Roncelli, soggetto politico che si colloca, a detta dei fondatori, "nel centro-sinistra". Con quali prospettive? Staremo a vedere.

Chi sembra aver capito da che parte gira il vento è il già citato presidente del partito liberale-radicale Alessandro Speziali. A Speziali va senz’altro riconosciuto il merito di essersi comportato da vero animale politico. Dopo aver annusato il sangue, il presidente del Plrt non ha esitato e si è tuffato sulla sua preda: il seggio socialista in Consiglio di Stato. Peccato che non abbia badato ai danni collaterali della sua mossa, cioè il mettere (ancora una volta) a repentaglio gli interessi della scuola per pura convenienza. Siamo sul terreno delle congetture, per carità. Ma tempi e modi sembrano dare forza all’ipotesi dell’ennesima sparata contro il Decs per meri fini elettorali. Soprattutto dopo che a settembre, quando è stata presentata la proposta delle codocenze, lo stesso Speziali aveva detto: "Faremo la nostra parte affinché questo modello possa essere sperimentato il prima possibile" (sic!). Davvero difficile non tornare dal vecchio Andreotti: a pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina. Ergo, la scuola rischia di rimanere di nuovo ostaggio della politica, con una sperimentazione del superamento dei livelli che molto probabilmente non vedrà la luce nemmeno a settembre 2023.

A questo punto non sarebbe male pure un pizzico di autocritica da parte dei vertici del Dipartimento educazione cultura e sport, attuali e futuri: senza un indispensabile consenso, soprattutto dal basso (non bastano i direttori), ogni progetto di rinnovamento del mondo della scuola dovrà fare i conti con numerosi ostacoli. Tra questi, l’opposizione del partito di maggioranza relativa in parlamento che ancora fa fatica a capire cosa implichi in pedagogia "differenziare" e cosa invece "diversificare". Ma questa è un’altra storia.

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