laRegione
IL COMMENTO
laR
 
19.11.22 - 05:15

Il partito delle donne e quello degli uomini

Successione di Maurer e Sommaruga: il Ps ha affrontato la questione femminile di petto, l’Udc ha perso un’altra occasione.

il-partito-delle-donne-e-quello-degli-uomini
Keystone
I due candidati Udc Albert Rösti (sin.) e Hans-Ueli Vogt
In questo articolo si parla di:
  • Ticket 100% femminile per il Partito socialista, escluso Daniel Jositsch
  • Rösti e Vogt sono i candidati dell’Unione democratica di centro, esclusa Michèle Blöchliger
  • Due partiti, due modi diversi di affrontare la questione dell’uguaglianza uomo-donna

Si delineano i contorni dell’elezione suppletiva del Consiglio federale (7 dicembre). I gruppi parlamentari dei partiti dei due ministri partenti (il democentrista Ueli Maurer e la socialista Simonetta Sommaruga) hanno svelato le loro carte. Nell’Udc sono promossi alla finale il consigliere nazionale bernese Albert Rösti e l’ex consigliere nazionale zurighese Hans-Ueli Vogt. Ticket a due anche per il Ps: la ‘frazione’ lo vuole tutto femminile. L’unico uomo in lizza, il ‘senatore’ zurighese Daniel Jositsch, è fuori dai giochi. Stessa sorte tocca all’unica donna lanciatasi (maldestramente) nella corsa per la successione di Maurer, la consigliera di Stato nidvaldese Michèle Blöchliger.

La ‘questione femminile’: i socialisti l’hanno affrontata di petto. I vertici del partito hanno dettato la linea (ticket di sole donne), il gruppo parlamentare a grande maggioranza ieri l’ha seguita. Per l’ambizioso Jositsch era «discriminatorio» escludere in partenza gli uomini (leggi: lui). La critica, rinfocolata dai media, ha avuto il solo effetto di sviare l’attenzione dall’essenziale: le competenze delle candidate. Oltretutto, ignora bellamente la realtà: l’effettiva discriminazione delle donne, anche in politica.

La storia recente insegna: l’Assemblea federale, quando si trova a dover scegliere su un ticket misto, tende a preferire l’uomo. Al netto di qualche errore sui tempi e i modi della comunicazione, i copresidenti del Ps dunque hanno fatto bene a creare una disparità di trattamento, legittima quando si tratta di raggiungere un obiettivo superiore (l’uguaglianza di genere anche nel Consiglio federale). La dimostrazione di coerenza e di compattezza rafforza la leadership di Mattea Meyer e Cédric Wermuth. E non può che giovare – a meno di un anno dalle elezioni federali – a un partito in piena fase ‘down’ (le ripetute perdite di consensi nei cantoni).

Diverso il discorso in casa democentrista. Pur non mancando di profili validi, l’Udc – che ha (avuto) in Ueli Maurer un assiduo promotore delle donne ai piani alti dell’amministrazione federale – non è stato in grado nemmeno questa volta di produrre una candidata degna di tale nome. Non solo. In soccorso di Michèle Blöchliger, subito scivolata sulla classica buccia di banana (il doppio passaporto, tra l’altro), non si è visto arrivare nessuno dei suoi. La nidvaldese ha così fatto da comprimaria in una competizione tra uomini, evitando di dare nell’occhio e infine scomparendo dai radar.

Francamente: dal primo partito del Paese era lecito aspettarsi qualcosa di più. La questione – parliamo non dell’assenza tra i suoi ranghi di donne competenti, ma della loro mancata disponibilità a correre per la più alta carica dello Stato – dovrà prima o poi essere affrontata con ben altro piglio. E a quel punto, per trarsi d’impaccio, non basterà una pur volenterosa Céline Amaudruz, la consigliera nazionale ginevrina predestinata (così pare) a subentrare in Governo tra qualche anno all’amico Guy Parmelin.

Intanto due buoni candidati l’Udc ce li ha. Finito in carrozza sul ticket (non era scontato), Rösti dovrebbe ormai aver superato l’ostacolo maggiore. La lunga e variegata lista dei mandati (per lo più remunerati) in aziende e associazioni, così come la totale opacità sui guadagni incassati per le attività di lobbying esercitate sotto la cupola di Palazzo federale attraverso la società Büro Dr. Rösti GmbH, farà storcere il naso a più d’un parlamentare. Ma forse è troppo poco perché lo zurighese Vogt – benché apprezzato persino a sinistra – possa riuscire a impensierire il conciliante e affabile uomo di Kandersteg.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
IL COMMENTO
1 gior
I due estremi del cerchio
Le criticità del settore sociosanitario e quelle del socioeducativo sono intrinsecamente legate: la situazione è preoccupante
IL COMMENTO
2 gior
L’Udc, la destra italiana e la politica del dispetto
Su entrambe le sponde della Tresa si moltiplicano l’ostruzionismo ai soccorsi dei migranti e le ‘idee balzane’ circa le pratiche d’asilo
Il commento
3 gior
Minchia signor Zelensky
Perché Sanremo è Sanremo, ma non è e non potrà mai essere soltanto musica. Per fortuna
IL COMMENTO
4 gior
L’altra battaglia nel cuore di Mosca
Gli equilibri di potere decideranno le sorti della guerra quanto il campo. Cani sciolti, militari e Fsb: Putin sa come mettere gli uni contro gli altri
IL COMMENTO
5 gior
Da Guzmán a Messina Denaro
Affinità e (soprattutto) divergenze tra gli arresti dei due supercriminali
il commento
6 gior
Tornato Netanyahu, tornate le stragi
Dietro l’escalation di violenza tra israeliani e palestinesi non si può non vedere l’ombra di ‘Bibi’, appena tornato al potere
La formica rossa
1 sett
‘Guerra bbbrutto’
"Esigere la pace" è la presunta soluzione al conflitto in Ucraina di chi si oppone alla consegna dei carri armati a Kiev
IL COMMENTO
1 sett
Soldi finti, pirati veri
Riflessioni sulle dinamiche che, negli ultimi anni, hanno portato al fallimento della squadra rossoblù
IL COMMENTO
1 sett
Lugano sorride alla cultura alternativa. L’ora della svolta?
Diversi segnali positivi, a partire dalla Straordinaria ma non solo, fanno ben sperare nel 2023. La strada è in salita, ci vogliono pazienza e volontà
il commento
1 sett
Carri armati a mezzanotte
La Germania sblocca la fornitura di Leopard, che aiuterà l’Ucraina, ma indispettisce il Cremlino
© Regiopress, All rights reserved