laRegione
laR
 
31.08.22 - 05:30
Aggiornamento: 08:51

La lezione di Shanghai

Un’asse Mosca-Pechino contro l’Occidente? In verità russi e cinesi non si fidano storicamente l’uno dell’altro

di Giuseppe D'Amato
la-lezione-di-shanghai
Keystone
Friends to be friends

La Russia buttata tra le grinfie della Cina; asse Mosca-Pechino contro l’Occidente. Fior fiore di studiosi da tavolino di geopolitica insistono da mesi con questa visione. Ma è davvero così? Basta guardare i numeri per rendersi conto di certe dinamiche. Primo: l’interscambio annuale russo-cinese equivale a 145 miliardi di dollari; quello Cina-Occidente è dieci volte più grande. Domanda: quale uomo d’affari vorrebbe mettere in pericolo una torta del genere per farsi ingolosire da un misero 10%, facilmente recuperabile sui mercati internazionali? La Cina è intenzionata sul serio a buttare a mare quella globalizzazione che l’ha fatta uscire dalla miseria e le ha garantito la possibilità di diventare una potenza mondiale?

La rapida e compatta reazione, con l’imposizione di durissime sanzioni economico-finanziarie a Mosca, impone ai Paesi dissenzienti dalla linea occidentale di andarci coi piedi di piombo per non finire a loro volta nella lista nera europea e americana. Infatti il presidente Xi Jinping si guarda bene dal fare mosse avventate, soprattutto adesso che è alla ricerca di un terzo mandato fra poche settimane al XX Congresso del Pc. Una cosa è mostrare i denti a Taiwan per aizzare la base nazionalista e partecipare a esercitazioni militari da tempo programmate con la Russia, un’altra lanciarsi nell’aggiramento di sanzioni o in aiuti. I cinesi sono commercianti, non guerrieri. Come spiegare loro che adesso ci si impegna nella crociata per un mondo in contrasto con quello occidentale?

È vero, nei primi mesi del 2022 l’interscambio russo-cinese ha avuto un sensibile incremento, ma esso è dovuto principalmente alla vendita di petrolio a prezzi ultra-scontati e di materie prime. Per il gas invenduto oggi nel Vecchio continente, saranno necessari anni per costruire le infrastrutture per trasportarlo in Cina. La "lezione di Shanghai" non va però dimenticata dalla dirigenza russa. Nel giugno 2014, poco dopo l’annessione della Crimea, Vladimir Putin fu costretto ad accettare durante una sua visita nell’Impero celeste valori da svendita per le sue forniture, pur di non tornare a casa a mani vuote. In sostanza: sono i cinesi a fare il prezzo finale.

Xi Jinping ha chiesto a Biden un colloquio al prossimo G20, in cui l’americano non mancherà di ricordargli quali sono le linee rosse nell’interscambio con questa Russia. Tale aspetto verrà ripreso da Washington anche nei rapporti con gli indiani. Se non si raggiungerà una mutua comprensione, in presenza di partner riluttanti, l’alternativa è sempre rappresentata da dazi imposti sulle merci finali.

Passiamo ai progetti e agli investimenti. Se si analizza come i cinesi investono in Russia si scopre che Pechino si impegna solo in determinati progetti e non versa mai soldi a pioggia. La ragione è semplice: russi e cinesi non si fidano storicamente l’uno dell’altro. E invero le atomiche di Mosca sono state studiate per fermare un ipotetico pericolo d’invasione da Est. Nella sua zona asiatica vivono 30 milioni di russi, che si confrontano con 400 milioni di vicini sui confini.

In ultimo, per il bene di tutti: sarebbe una buona idea che gli americani si astenessero per un po’ da azioni che potrebbero irritare i cinesi. Nel mondo c’è già abbastanza tensione.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
IL COMMENTO
22 ore
Un film brutto e già visto
Una Svizzera priva di carattere viene umiliata (6-1) ed eliminata agli ottavi di finale dal Portogallo
IL COMMENTO
2 gior
Animali politici am(m)aliati dall’ambizione
Dopo aver capito da che parte gira il vento con ‘Avanti’, il presidente del Plrt Speziali si è tuffato sulla sua preda: il seggio socialista in governo
IL COMMENTO
3 gior
Granit Xhaka non ha perso la testa
Lo sapevamo tutti che per il ragazzo dalle origini kosovare quella contro la Serbia non è mai una partita qualsiasi
IL COMMENTO
5 gior
Il Covid a Sementina. E nelle altre case anziani del Ticino
Solo i vertici della struttura bellinzonese sono stati rivoltati come un calzino: manca un’analisi generale di quanto accaduto altrove
IL COMMENTO
5 gior
Ischia: lo scempio, i condoni, il disastro
La tragedia di Casamicciola è l’ennesima disgrazia frutto di anni di devastazione del territorio italiano a colpi di abusi edilizi e successivi condoni
IL COMMENTO
6 gior
Materiale infiammabile
I ricordi della sfida fra Svizzera e Serbia del 2018 a Kaliningrad sono ancora freschissimi, su entrambi i fronti
IL COMMENTO
1 sett
Imposta di circolazione, dalla confusione al circo
Il pessimo spettacolo della politica: incapace di trovare un’intesa, ma capace di alimentare confusione. E poi chissà perché le urne vengono disertate...
IL COMMENTO
1 sett
Basso Mendrisiotto, il coraggio di osare
Mentre le istituzioni comunali tentennano, a rompere gli indugi sull’aggregazione è un gruppo di cittadini di Balerna
IL COMMENTO
1 sett
La scintilla e la prateria
Le proteste in Cina rivelano il malcontento per le opprimenti politiche ‘zero Covid’ imposte dal governo, e investono la figura di Xi Jinping
il commento
1 sett
Quel generale senza volto
Arriva l’inverno, con tutti i sottintesi e il peso storico che ha per la Russia, soprattutto durante una guerra
© Regiopress, All rights reserved