laRegione
laR
 
17.05.22 - 05:30
Aggiornamento: 19:08

Matignon: trent’anni dopo, una donna

Donna, autorevole, di sinistra e di sensibilità ambientale: Élisabeth Borne è la nuova prima ministra francese

di Roberto Antonini, giornalista Rsi
matignon-trent-anni-dopo-una-donna
Keystone
Progressismo ‘tecnocratico’

Una donna di sinistra che non spaventa la destra. Dal cilindro Emmanuel Macron estrae il nome di Élisabeth Borne, tre volte ministra del suo governo: dapprima ai trasporti, in seguito alla transizione ecologica, infine al lavoro. Una donna a Matignon: non succedeva da oltre 30 anni, da quando François Mitterrand nominò a capo del governo Édith Cresson, effimera premier che non lasciò certamente un ricordo indelebile nella storia della Quinta Repubblica.

La scelta del presidente è indiscutibilmente strategica in vista delle legislative che si terranno fra meno di un mese: dopo aver più o meno annientato il centrodestra ricalcandone il programma, Macron deve ora scongiurare la minaccia che costituisce alla sua sinistra la nuova alleanza che fa capo a Jean-Luc Mélenchon. Il populista giunto terzo alle presidenziali, che trae la propria forza dalle sue abilità retoriche e soprattutto dal malcontento delle classi popolari, elettorato di riferimento anche dell’estrema destra, non ha esitato a denunciare la violenza sociale ed ecologica che incarnerebbe la nuova prima ministra.

Ma si tratta di retorica elettoralistica. In effetti, nulla di più scontato politicamente e di più sbagliato fattualmente: Élisabeth Borne appartiene a pieno titolo all’area di sinistra, seppur moderata e con malcelati accenti tecnocratici. Il suo percorso è quello dei grandi "commis" dello Stato francese: Politecnico e in seguito École nationale des ponts et chaussées, scuola d’élite per antonomasia a livello mondiale per la formazione degli ingegneri. Come dire che sulla sua competenza non ci saranno discussioni.

Che si scateneranno invece sulla sua impostazione rigorosa delle riforme. Nel suo curriculum svetta quella, dalla portata titanica, della società che gestisce la rete ferroviaria nazionale (Sncf). Malgrado tre mesi di scioperi la Borne ha tenuto duro, non si è piegata: ha così cancellato con un colpo di spugna i "régimes spéciaux", pensionamenti accordati più o meno nel bel mezzo del cammin della vita, introducendo anche nel mondo privilegiato del servizio pubblico disposizioni realistiche parificate al resto del Paese. Altre riforme attendono ora la neopremier: la rivalorizzazione dei salari, l’ecologia, la scuola.

Prima donna a ricoprire la carica di prefetto nel 2013, potrà certamente contare sul sostegno di quanti considerano la politica in Francia anacronistica e squilibrata sotto il profilo del genere. Con questa nomina, Parigi si avvicina oggi timidamente a Vilnius, Helsinki o Stoccolma. Nel breve passaggio delle consegne con il suo predecessore Jean Castex, Élisabeth Borne non ha d’altronde sottaciuto questo aspetto: commossa, ha voluto rivolgere un pensiero a tutte le giovani ragazze spronandole a non cedere, a crederci, a lottare, a realizzare i propri sogni.

Donna, autorevole, di sinistra e di sensibilità ambientale: Emmanuel Macron cala un asso abbastanza prevedibile per poter strappare agli avversari più temibili, oggi alla sua sinistra, quei consensi che gli permetteranno di ottenere la maggioranza parlamentare indispensabile per governare.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
IL COMMENTO
3 ore
Da Guzmán a Messina Denaro
Affinità e (soprattutto) divergenze tra gli arresti dei due supercriminali.
il commento
1 gior
Tornato Netanyahu, tornate le stragi
Dietro l’escalation di violenza tra israeliani e palestinesi non si può non vedere l’ombra di ‘Bibi’, appena tornato al potere
La formica rossa
3 gior
‘Guerra bbbrutto’
"Esigere la pace" è la presunta soluzione al conflitto in Ucraina di chi si oppone alla consegna dei carri armati a Kiev
IL COMMENTO
3 gior
Soldi finti, pirati veri
Riflessioni sulle dinamiche che, negli ultimi anni, hanno portato al fallimento della squadra rossoblù
IL COMMENTO
4 gior
Lugano sorride alla cultura alternativa. L’ora della svolta?
Diversi segnali positivi, a partire dalla Straordinaria ma non solo, fanno ben sperare nel 2023. La strada è in salita, ci vogliono pazienza e volontà
il commento
5 gior
Carri armati a mezzanotte
La Germania sblocca la fornitura di Leopard, che aiuterà l’Ucraina, ma indispettisce il Cremlino
IL COMMENTO
5 gior
Le parole della politica (sono importanti)
La sfiducia del Consiglio comunale di Mendrisio nei confronti dei vertici del dicastero Aziende ha portato all’esonero del municipale responsabile
IL COMMENTO
6 gior
La mondina, il carbonaio e la pomata miracolosa
L’ultimo rapporto Ustat conferma il divario del 20% tra salari ticinesi e d’Oltralpe
il commento
1 sett
Jacinda & Jacinta contro il leader testosteronico
Le dimissioni gentili di Jacinda Ardern, un anno dopo l’addio precoce al tennis di Ashleigh Jacinta Barty, sono la risposta al mito dell’infaticabilità
IL COMMENTO
1 sett
Psicoterapia e LaMal, il cerchiobottismo e l’occasione mancata
Le nuove norme sull’assunzione dei costi della psicoterapia sono un passo avanti, ma troppi paletti ne smorzano la portata a detrimento dei pazienti
© Regiopress, All rights reserved