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15.02.22 - 08:34
Aggiornamento: 15:42

Quando la cassa non paga le cure, c’è un passo avanti

Ci sono voluti oltre tre anni per trovare un accordo su una lista di cure oncologiche pediatriche che tutte le casse malati si impegnano a rimborsare

Portare alla luce storture della nostra società può cambiare la quotidianità in meglio a tante famiglie. Quando questo succede, grazie ad una brutta storia riportata su un giornale, sappiamo di avere fatto un buon lavoro nell’interesse di tutti. Tre anni e mezzo fa, raccontavamo la disavventura di una famiglia del Mendrisiotto, che si è vista negare dalla cassa malati la copertura di cure antitumorali per il figlio 12enne, prescritte dal suo oncologo dell’ospedale San Giovanni di Bellinzona, il dottor Pierluigi Brazzola. Una fattura da 3mila franchi. Non una terapia ultramoderna, ma una cura usata in Europa da anni, da impiegare in una modalità nuova, con alti vantaggi a un costo contenuto. Perché le recidive esistono e nei giovani sono terribili! Dopo un primo ‘niet’, la cassa malati, vista la pressione mediatica, ha fatto ‘dietrofront’ coprendo le spese. Una bella notizia, ma non bastava. Il punto era permettere a tutte le famiglie un accesso equo a cure importanti, evitando che la stessa terapia venisse coperta da una cassa malati e da un’altra no.

Il caso aveva sollevato un’ondata di solidarietà e indignazione che dal Ticino era rimbalzata sui media nazionali, approdando al Parlamento, grazie soprattutto alla deputata Marina Carobbio, che si era fatta portavoce della problematica. Determinante era intervenire su quelle zone grigie, che permettono a un’assicurazione legalmente di non pagare un farmaco ‘off label’ (cioè usato al di fuori della sua omologazione) salvavita a un dodicenne.

Ebbene nella giornata del tumore infantile siamo andati a verificare, dopo tre anni e mezzo, che cosa hanno fatto i nostri politici a Berna. Nel marzo 2019, il Nazionale aveva incaricato il governo di trovare delle soluzioni. E poi? I vari attori si sono seduti attorno a un tavolo trovando un accordo: oggi gli oncologi hanno finalmente una prima lista di farmaci ‘off label’ che tutte le casse malati si impegnano a coprire. Questa lista dovrà poi essere ampliata. E su questo sarà importante vigilare perché sappiamo che purtroppo ci sono assicurazioni che, peccando in eccessivo formalismo, perdono di vista l’etica, dimostrano una irresponsabile miopia mettendo così in ginocchio famiglie già provate da pesanti sofferenze. È già successo, non facciamolo più accadere!

Chi ci è passato - e questo è davvero ammirevole! - oggi si mette a disposizione di chi inizia questo calvario, offrendo l’aiuto prezioso che sa dare solo chi prima di te ha percorso quella via Crucis. ‘Insieme con coraggio’ è una nuova realtà di aiuto in Ticino, ci mostra come trasformare la sofferenza in solidarietà. Perché effettivamente solo chi ci è passato sa che cosa vuol dire lo Tsunami che porta in famiglia il cancro, quando si prende tuo figlio o tua figlia. Ce lo raccontano gli scatti sulla Regione di tante famiglie ticinesi e la testimonianza di una madre. Laura ci parla di un cancro che si mangia tutta l’energia della famiglia. ‘Tutto ruota attorno alle cure, fai la spola tra ospedale e casa. La tua vita si ferma’.

Leggi anche:

Il caso del 12enne ammalato di cancro finirà a Berna

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