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18.01.22 - 05:30

Covid-19, lettera a una cugina No Vax

Cara cugina, alle feste sei venuta in volata. C’è chi non ti ha abbracciata e tu ci sei rimasta male, anche se capivi...

di Sara Rossi Guidicelli
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Cara cugina, alle feste sei venuta in volata. C’è chi non ti ha abbracciata e tu ci sei rimasta male, anche se capivi. Il nonno ha detto: ho vissuto a lungo e mi sono vaccinato tre volte, ora abbraccio chi mi pare. E se devo crepare crepo. Però la mamma gli ha ricordato: sì, tu crepi, ma se fai crepare gli altri? Bisogna aggiornare il vecchio detto: non fare agli altri ciò che essi non vogliono venga fatto a loro stessi...

Lo so, cara cugina, eravamo abituate a volare libere dappertutto. E adesso ti senti discriminata, mi hai detto. Nessuno ascolta seriamente le tue domande, le tue paure. Hai ragione. Non smettere di chiedere. A me per esempio i tuoi dubbi sono serviti, sono utili i dubbi. Un’amica mi ha detto: non siamo abituati a stare dalla parte del sistema, della maggioranza. È vero: sorprende anche me. È da quando ho 18 anni che voto sempre sbagliato... E adesso cosa è successo? Ho smesso di ragionare con la mia testa?

No. Forse ho messo faticosamente in pratica, almeno un pochino, quello che predico di solito sulla solidarietà, l’altruismo eccetera eccetera. Però, cugina mia, fai bene a scuotermi la coscienza. Le tue domande le capisco. So che non si tratta del diritto a un caffè dentro un bar. So che ti riferisci a qualcosa di più grande: quella solidarietà di cui ci riempiamo la bocca è piena di egoismo. Questa pandemia ci ha dimostrato quanto siamo fortunati, quanto materno è il nostro Paese. In altre parti del mondo si muore soli e male.

E quindi ho capito, grazie a te, che questa è la battaglia che possiamo fare insieme: i brevetti vanno tolti. Non hanno senso. Abbiamo sostenuto le case farmaceutiche che producono i vaccini e i farmaci senza dettare nessuna condizione, come al solito. Eticamente i brevetti non hanno ragione di esistere, ma anche egoisticamente sono stupidi: ci iniettiamo booster e ci mettiamo in quarantena, facciamo scattare un lockdown, ma poi appena uno va all’estero e torna siamo daccapo con una nuova variante. Siamo una specie animale che vive in ogni parte del pianeta. Se c’è una malattia si propaga. Quando il problema è globale si può solo trovare una soluzione globale, no?

Non è da ieri che le case farmaceutiche hanno il potere di decidere su cosa puntare la ricerca, quali malattie sono “convenienti” da curare e per quali “non ne vale la pena”. Ma forse adesso è ora di alzare la voce: togliete quei brevetti, aprite le porte alla libertà di essere trattati tutti come esseri umani. È questa, cugina, la bellissima parola libertà a cui ti riferisci, vero?

Credo che noi cittadini e i nostri governi dobbiamo esigere che i brevetti siano cancellati, o almeno sospesi, che l’industria farmaceutica permetta di fabbricare il vaccino a tutti i Paesi dove si lotta contro il Covid-19. Cioè all’umanità. Ti ricordi quello scienziato che ha inventato il vaccino contro la poliomielite? Jonas Salk. Un giornalista gli ha chiesto, nel 1955, chi ne possedesse il brevetto. Il dottor Salk ha fatto la faccia imbarazzata. «Beh, la gente, direi», ha risposto. «Non c’è un brevetto. Puoi brevettare il sole?».

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