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Darius Rochebin
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12.01.22 - 05:30
Aggiornamento: 07:55
di Franco Zantonelli

L’onore perduto di Darius Rochebin

È toccato a Macron il compito di ‘riabilitare’ II giornalista svizzero, detonatore di un’inchiesta su molestie sessuali e mobbing alla Ssr

Emmanuel Macron restituisce l’onore perduto a Darius Rochebin. Qualche settimana fa, infatti, è stato il telegiornalista svizzero a condurre su Tf1, insieme a una collega, l’incontro di un’ora e mezza, pre-registrato e inframezzato da filmati, con il presidente francese che ha stilato un bilancio del proprio mandato a pochi mesi dalla corsa all’Eliseo. Stiamo parlando dello stesso Rochebin, per lunghi anni conduttore del Tg delle 19.30 alla tv romanda, il quale il 31 ottobre del 2020 fece da detonatore a un’inchiesta su molestie sessuali e mobbing, con cui il quotidiano Le Temps fece tremare la radiotelevisione svizzero-francese e il direttore generale della Ssr Gilles Marchand, innescando un effetto domino che, passando per Zurigo, arrivò fino a Comano. “La Rts, Darius Rochebin et la loi du silence”, il titolo dell’articolo.

Scriveva Le Temps a proposito dei comportamenti inappropriati del 55enne Darius Rochebin: “Mains glissées sous les chemises de collègues masculins, allusions salaces récurrentes ou encore proximité avec de jeunes hommes sont régulièrement évoquées”. E poi ancora il quotidiano raccolse la testimonianza di una giornalista che accusava colui che per anni era stata una vera e propria star dell’informazione televisiva alla Tsr di aver tentato più volte di baciarla e di averla importunata con degli Sms. Rochebin, nel frattempo passato al canale francese Lci, venne immediatamente sospeso dalla tv dopo l’uscita di quell’articolo.

Volendo leggere retrospettivamente lo scandalo, sbattuto in prima pagina da Le Temps, si può anche ritenere che vennero usati i vizi privati di una figura popolare per alzare il velo su un sistema di soprusi, tollerato per anni dai vertici radiotelevisivi romandi. Fatto sta che due dirigenti sono stati pesantemente sanzionati, mentre Darius Rochebin se l’è cavata senza ulteriori danni, visto che nessuno dei suoi comportamenti è stato ritenuto di rilevanza penale.

Riammesso in televisione da Lci ha dapprima denunciato Le Temps per diffamazione, per poi fare marcia indietro dopo aver raggiunto un accordo con conseguente indennizzo con l’editore Ringier, che all’epoca dell’uscita dell’inchiesta era proprietario della testata. Dal canto suo Le Temps non ha fatto retromarcia e, anzi, ha rincarato, affermando che il contenuto dell’articolo, che ha innescato la denuncia di Rochebin, non cambia di una virgola.

Insomma, è toccato a Macron, con cui il telegiornalista svizzero grazie a precedenti interviste ha stabilito un buon feeling, cercare di contribuire, non sappiamo quanto consapevolmente, alla sua definitiva riabilitazione. Dubitiamo, tuttavia, che lo staff presidenziale abbia coscientemente consentito che a incontrarlo in prima serata, sul principale canale televisivo francese, sia un molestatore seriale. Anche se un internauta, sul sito di Le Matin, ha scritto perfidamente dell’intervista di “un predatore alla vittima di una predatrice”.

In ogni caso, comunque vada in aprile, Rochebin potrà sempre dire che lui era vis-à-vis di Macron, estremamente a suo agio, il 15 dicembre 2021, nel giardino d’inverno dell’Eliseo, mentre il presidente rispondeva alle domande sui momenti topici del suo mandato.

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