laRegione
laR
 
22.12.21 - 05:30
Aggiornamento: 14:28

Bellinzona: ascoltare meglio e un tetto alle urla

La seduta turbolenta di Consiglio comunale è la cartina al tornasole del clima politico turrito che rischia un inconcludente muro contro muro

bellinzona-ascoltare-meglio-e-un-tetto-alle-urla

La politica di Bellinzona è giunta a un bivio la primavera scorsa, quando il Plr ha invano tentato l’assalto alla carica di sindaco e quando le due opposizioni di sinistra e di destra si sono sensibilmente rafforzate in Consiglio comunale complicando così (eufemismo) la vita al Municipio. Ora secondo taluni il ballottaggio ha lasciato strascichi nella coesione dell’Esecutivo (viene però da sostenere il contrario osservandone l’azione), mentre c’è chi si stupisce di quanto è andato in scena lunedì sera durante la turbolenta seduta di Consiglio comunale. La domanda s’impone: bisogna credere ai tre gruppi che hanno abbandonato la sala sollevando una questione di opportunità in materia pandemica, oppure a chi è rimasto criticando i partenti poiché rei di celare dietro al pretesto Covid una presunta debolezza politica sui temi che contano? Da una parte Lega, Udc, Ppd, Mps e Verdi. Dall’altra Plr e Sinistra (sì, quelli del ballottaggio) che rimasti soli hanno portato a casa il Preventivo 22 da loro stessi a tratti fortemente criticato.

Quello che emerge dal P22 è un Municipio ostaggio del proprio macchinoso equilibrio quadripartitico, con un sindaco socialista (due seggi su sette) a fare da locomotiva alle prese con una sinistra non del tutto allineata e un Plr con mire da leader (tre seggi e il dicastero finanze) che sollecita più ottimizzazione nell’Amministrazione. Nella quale per ottimizzare s’intende far fare le cose meglio con lo stesso personale che invece è in crescita costante (idem la spesa) e dall’aggregazione a oggi sembra non aver ancora trovato in tutti i settori la giusta velocità di crociera. Tanto che la decantata spending review ha finora partorito un topolino richiedendo l’intera legislatura per raggiungere un probabile riequilibrio delle finanze comunali cui mirano i partiti ‘di governo’, ovviamente ciascuno a modo suo.

A giusta ragione il vicesindaco Simone Gianini, assente lunedì in sala il sindaco Mario Branda, ha detto che avanti di questo passo la politica disunita finirà per affossare i tanto attesi progetti strategici della nuova Bellinzona (ma le attese dei quartieri sono altre). Chi tiene il timone e segna la rotta deve però sapere ascoltare anche l’ultimo mozzo, pena l’ammutinamento. D’altro canto sarebbe utile che l’ultimo mozzo abbassasse un po’ i toni mentre è intento a far valere il suo sacrosanto diritto di fare opposizione, a volte anche giustamente dura; pena l’assuefazione e la non considerazione a prescindere dai temi sollevati (alcuni davvero importanti).

D’altronde a nessuna delle due fazioni manca la voglia di fare il bene comune dei cittadini: nel rispetto dei ruoli, è opportuno che ciascuno partecipi al gioco delle parti ma ponderando l’interesse generale e fermandosi laddove il troppo stroppia. Lo faccia per evitare che la politica turrita, reduce da due legislature fin troppo placide (sorpassi di spesa a parte) e monotematiche (aggregazione), finisca per ridursi a un inconcludente muro contro muro limitandosi a perfezionare a suon di milioni l’accoglienza turistica dei castelli. Sarebbe uno smacco per la capitale del Ticino in cerca di un posto al sole sul piano cantonale e anche nazionale.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
Commento
3 ore
L’ingrato compito di doversi accollare i costi della crisi
Senza i milioni della Bns il Preventivo 2023 del Cantone balla male: tuttavia il contesto richiederebbe un’azione agli antipodi da parte dello Stato
Commento
3 ore
Troppe segnalazioni cadute nel vuoto: serve un filo diretto
Ex direttore delle Medie arrestato e molti altri casi di disagio: perché non pensare a un numero WhatsApp per gli allievi?
Commento
1 gior
Referendum grotteschi, ‘cristallini’ esempi di democrazia
Messa in scena perfetta per un leader militarmente alle strette, dopo aver sperato di occupare la capitale nemica con un blitz di una manciata di giorni
Commento
3 gior
L’arte della supercazzola, dal Mascetti a TiSin
L’associazione padronale Ticino Manufacturing si sfila dalle sue stesse oscenità, con un comunicato piuttosto surreale
Commento
3 gior
Ueli Maurer, lo statista riluttante
Da artefice dell’ascesa dell’Udc a consigliere federale e rispettato ‘tesoriere’. Il suo ritiro chiude un cambio generazionale nel primo partito svizzero.
Commento
4 gior
Quando la bomba scoppia in mano all’artificiere
Tutti i non sentito dire dei piani alti dell’amministrazione cantonale: dall’ex funzionario del Dss al direttore di scuola media
Commento
5 gior
La rivoluzione contro il velo
Le donne in piazza con coraggio dopo la morte di Mahsa Amini, colpevole di avere un hijab messo male. Il regime però ha risposto con il pugno duro
Commento
6 gior
Cassa malati, sogno (o chimera) di un pomeriggio autunnale
L’annuncio dei premi 2023 è senz’altro un brutto risveglio. Abbondano le motivazioni che spiegano la stangata, mancano le soluzioni
Commento
1 sett
Con la candidatura di Marchesi, a destra parte la bagarre
Se il presidente Udc verrà eletto in governo, sarà a scapito di un seggio leghista. La Lega dovrà difendersi anche dagli ‘amici’, che però corrono veloce
Commento
1 sett
L’era del tofu merluzzato
Gli italiani disposti a provare qualsiasi cosa pur di vedere un cambiamento. Ma il cambiamento, finché ci saranno Casini e i suoi emuli, pare impossibile
© Regiopress, All rights reserved