laRegione
Ambrì
4
Langnau
6
3. tempo
(2-1 : 0-5 : 2-0)
Lakers
6
Zurigo
5
3. tempo
(2-1 : 3-1 : 1-3)
Olten
5
Winterthur
0
fine
(0-0 : 2-0 : 3-0)
La Chaux de Fonds
7
Ticino Rockets
0
3. tempo
(1-0 : 5-0 : 1-0)
Kloten
6
GCK Lions
2
3. tempo
(2-0 : 2-1 : 2-1)
Visp
2
Zugo Academy
4
3. tempo
(1-2 : 1-0 : 0-2)
Turgovia
0
Sierre
3
3. tempo
(0-1 : 0-0 : 0-2)
polizia-il-tribunale-federale-consolida-la-legge-ticinese
Il commento
 
27.07.21 - 05:300
Aggiornamento : 07:56

Polizia, il Tribunale federale consolida la legge ticinese

Il loro ricorso è stato respinto, ma i due giuristi hanno fatto bene a sottoporre al vaglio dei giudici di Mon Repos l'importante e delicata revisione normativa

Hanno perso. Ma il loro ricorso è stato senz’altro opportuno. Hanno dunque fatto bene i giuristi Martino Colombo e Filippo Contarini a sottoporre al vaglio del Tribunale federale la revisione della legge ticinese sulla polizia, voluta dal Consiglio di Stato e sottoscritta nel dicembre 2018 dalla maggioranza del Gran Consiglio dopo aver apportato al progetto governativo qualche correttivo garantista. Una riforma importante e delicata, che attribuisce alla Cantonale nuovi compiti e strumenti investigativi, anche invasivi, per garantire l’ordine pubblico e soprattutto per contrastare efficacemente la criminalità piccola e grande. Pur smontando le tesi dei ricorrenti, che chiedevano di cassare gran parte delle norme, lamentando la presunta violazione di diritti fondamentali, l’Alta Corte ha chiarito, nero su bianco, i limiti oltre i quali la polizia non può, non deve spingersi. Per questo, nelle quasi quaranta pagine della recente sentenza, i giudici di Mon Repos hanno richiamato fra l’altro il principio, fondamentale, di proporzionalità. Dall’esame della massima autorità giudiziaria elvetica, che ha respinto il ricorso e avallato così la revisione, la legge esce rafforzata. Gode di un’accresciuta legittimità.

E non è certo poca cosa alla luce del continuo (e necessario) dibattito, in Svizzera come in altri Paesi di collaudata democrazia, sui poteri accordati alle forze dell’ordine e sul rischio di abusi. Per restare alla nostra realtà, il tema è stato sollevato in vista della votazione popolare sulla legge federale riguardante le misure di polizia per la lotta al terrorismo, poi accolta. L’obiettivo è condiviso: la sicurezza della collettività. Raggiungerlo non è però impresa facile, poiché si tratta di trovare il giusto equilibrio tra azione repressiva e rispetto dei diritti fondamentali. Nel dibattito si è ora inserito di fatto il Tribunale federale, con la sua autorevolezza e il suo verdetto sulla riforma della normativa ticinese. Losanna afferma ad esempio che la ‘custodia di polizia’, fra le novità della riforma, quella maggiormente controversa, “non lede il diritto federale e la Costituzione”. Ma sostiene altresì che nella sua applicazione la polizia “dovrà attenersi alle spiegazioni fornite dal Consiglio di Stato”, nel senso che “il pericolo deve essere grave e imminente”.

La legge varata dal parlamento cantonale nel 2018 non contempla solo disposizioni in materia di ordine pubblico. Nel testo si parla anche di ‘osservazione preventiva’, di ‘indagine in incognito preventiva’, di ‘inchiesta mascherata preventiva’. Insomma di attività investigative, che la polizia può avviare a determinate condizioni, finalizzate pure a impedire la commissione di reati. D’altronde non ci si può illudere di lottare in maniera seria contro la delinquenza incrementando unicamente il numero di pattuglie sulle strade e nei centri urbani, contando sul loro effetto dissuasivo. Serve anche questo, ma non basta. Perché c’è una criminalità che agisce nell’ombra, che impiega mezzi tecnologici performanti per commettere truffe, che sfrutta le opportunità della rete per adescare (pensiamo alle vittime di pedofili), che si insinua nell’economia legale per riciclare denaro provento di reati. Per contenere il più possibile questi e altri illeciti la polizia deve poter disporre di strumenti di indagine adeguati. A maggior ragione in un cantone che non è immune, peraltro, alle infiltrazioni di stampo mafioso.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Opinioni
Commento
16 ore
Con quante ‘G’ si scrive ‘sicurezza all’interno dello stadio’?
Che tipo di certificato applicare sulle piste di hockey? La Lega ha dato mandato ai Ceo dei vari club di chinarsi sulla questione
Commento
1 gior
Ucraina, il nuovo teatro del conflitto Est-Ovest
Le velleità neo-imperiali di Putin da un lato, la necessità di riscatto (dopo il rovescio afghano) della superpotenza americana dall’altro
Commento
3 gior
Qatar 2022, lo spettacolo deve continuare
La Giso ha detto qualcosa di sinistra: ha invitato la federazione di calcio a disertare i Mondiali, in protesta contro le condizioni di lavoro inumane
Commento
3 gior
Angela Merkel, il punk e i fantasmi del Terzo Reich
La cancelliera uscente sceglie Nina Hagen per l’addio, ma si ritrova dentro una parata militare dal sapore troppo retrò. Forse sarebbe meglio smetterla
Commento
4 gior
Annusare invece di sprecare
Mentre 675mila persone sono povere in Svizzera si gettano via quasi 3 milioni di tonnellate di cibo commestibile. Una follia tutta elvetica
Commento
5 gior
Non c’è bisogno di dichiarare guerra al Natale
No, l’Unione europea non ha messo fuori legge il Natale. Ha solo ricordato a tutti che viviamo in una società sempre più complessa e sempre meno religiosa
Commento
6 gior
Il brusco risveglio nella storia infinita
Déjà vu: dopo aver temporeggiato ora Berna si dice pronta ad adottare nuove misure per contenere la diffusione del virus
Commento
6 gior
Il discorso di candidatura di Zemmour, con de Gaulle e Brassens
Il candidato dell’ultradestra lancia la corsa all’Eliseo con un pippone nel quale infila tutte le vecchie glorie francesi, tra nostalgia e razzismo
Commento
1 sett
La variante Omicron e il nostro egoismo autolesionista
Le nuove mutazioni dipendono anche dal fatto che il virus continua a circolare liberamente nei Paesi dove non si ha accesso al vaccino
La formica rossa
1 sett
Non gioco più, vado a casa: l’ultradestra piangina e la tivù
Invece di affrontare a viso aperto i risultati delle votazioni dopo mesi di scempiaggini sul Covid, l’Udc si nega alla Rsi
© Regiopress, All rights reserved

Stai guardando la versione del sito mobile su un computer fisso.
Per una migliore esperienza ti consigliamo di passare alla versione ottimizzata per desktop.

Vai alla versione Desktop
rimani sulla versione mobile