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22.03.21 - 06:00
Aggiornamento: 14:28

Lugano, verso il braccio di ferro fra autogestione e Città

Difficile che il dialogo possa ripartire dopo l'ultimatum del Municipio. Pare così giunta al capolinea l'esperienza negli spazi dell'ex Macello

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Un'istantanea dell'assemblea del Csoa alla Foce (Ti-Press)

La contestazione dà forma all’autogestione, non solo a Lugano. Dalle discussioni tenute nell’assemblea allargata del centro sociale riunita alla Foce è emerso questo pilastro sul quale poggia la pluridecennale esperienza cittadina, così come viene interpretata da coloro che partecipano regolarmente alle attività nell’ex Macello. Peraltro, protesta e lotta contro le regole del sistema politico, economico e sociale fanno parte del Dna di queste esperienze a Lugano, come altrove in Svizzera e all’estero. Sono espressioni e manifestazioni che danno voce a un malessere che, secondo i promotori, non hanno bisogno di alcuna autorizzazione governativa per scendere in piazza o sulle strade. Tentare di escluderle, appare un approccio sterile e inefficace perché riteniamo che continueranno a esistere anche senza uno spazio fisico.

Venendo al dunque, pare abbia i giorni contati l’autogestione nei locali dell’ex Macello concessi dall'allora esecutivo guidato da Giorgio Giudici e Giuliano Bignasca poco meno di 19 anni fa, lo ricordiamo, obtorto collo e per evitare le proteste quotidiane che proseguirono per oltre due mesi dopo lo sgombero forzato del Maglio di Canobbio ordinato dal Consiglio di Stato. Ci si sta avviando verso un capolinea già 'esplorato' nel 2002. Difficile intravvedere vie d’uscite per tornare al dialogo e rilanciare una trattativa ripetutamente interrotta e mai decollata. Tantomeno in una ventina di giorni, il tempo concesso dal Municipio di Lugano che esce da questa vicenda lacerato con la decisione presa a maggioranza risicata (4 a 3). Non vogliamo attribuire la responsabilità di questo stallo a nessuna delle due parti. Ci limitiamo a constatare che saranno probabilmente (ancora una volta) i rapporti di forza a disegnare il futuro di questa esperienza.

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