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09.03.21 - 06:10
Aggiornamento: 12:40

Polo sportivo a Lugano: non si trucchi il gioco

Il progetto cittadino continua ad attirare discussioni, commenti anche fuori dai canoni civili, nuove soluzioni e svariate critiche

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Le tre fasi del progetto (Infografia laRegione)

Non mi piacciono le partite fallose con troppi cartellini rossi e gialli: gioco e risultato sono penalizzati e falsati. Allo stesso modo, il confronto fra favorevoli e contrari al progetto di Polo sportivo e degli eventi (Pse) a Cornaredo deve restare civile e democratico. È una deriva preoccupante il legittimo lobbing di alcuni tifosi dell’Fc Lugano che, temendo la retrocessione in Challenge League della squadra del cuore in caso di affossamento, si sono sfogati in commenti in clamoroso fuorigioco. Parlarne è servito a calmierare i toni. Nel frattempo, buona parte di commenti e post in questione sono stati cancellati dagli autori che forse hanno compreso che proferire sui social minacce e intimidazioni più o meno velate rischia solo di favorire gli ‘avversari’. 

Un atto di coraggio 

Tornando nel merito del progetto, la carenza di strutture sportive adeguate, non solo per il calcio, è cronica. L’operazione sfociata nell’accordo di Partenariato pubblico privato (Ppp) è senza dubbio onerosa per le casse pubbliche e per i cittadini. Potrebbe costare un aumento di tre o quattro punti percentuali del moltiplicatore d'imposta senza però creare grossi problemi alla maggior parte dei residenti in città né la fuga di facoltosi contribuenti. Realizzare il progetto con le sole strutture sportive e con risorse proprie appare improponibile: vorrebbe dire affossarlo. Alternative non ce ne sono, se non la scelta (che spetta al Consiglio comunale) di acquistare una parte delle infrastrutture sportive costruite per abbattere gli oneri futuri. Si arriva al voto in un momento difficile in cui immettere nuova linfa nell'economia sembra sensato. 

'Non gettare soldi in opere inutili'

Tuttavia, anche gli scettici e i contrari hanno ragioni da vendere. A cominciare dal fatto che per uscire dalla crisi ci vorranno anni e che non sarebbe quindi il caso di gettare soldi in opere inutili come le due cosiddette torri e le quattro palazzine. Meglio sarebbe destinare risorse a persone e famiglie e persone in difficoltà a causa della pandemia. Inoltre, sostengono i contrari, non si può far leva sull'edilizia mentre spazi commerciali e appartamenti sfitti in città stanno aumentando. C'è poi l'aspetto legato allo svuotamento del centro e la penalizzazione dei commerci per il trasferimento di un centinaio di impiegati pubblici da via della Posta (stabili che verrebbero destinati a residenze primarie). Insomma, di carne al fuoco ce n’è tanta e siamo nel vivo della campagna per le elezioni comunali del 18 aprile.

Fra scottature e manovre indecenti

Ed è grande il rischio di scottarsi come successo all'ex consigliere nazionale e candidato Plr al Consiglio comunale di Lugano Fulvio Pelli che ha inviato al Municipio una lettera indecente nella quale antepone i suoi personali interessi al progetto. La scottatura potrebbe costare elettoralmente e meriterebbe una presa di distanza dal Plr nell'assemblea di stasera dalla quale dovrebbe emergere la posizione del gruppo in Consiglio comunale. Il congelamento del progetto per rinviarne l'esame a dopo le elezioni, come proposto dall'ex sindaco Giorgio Giudici, significherebbe invece temporeggiare di fronte alla minaccia referendum. D'altro canto, dobbiamo attenderci altre manovre oltre il limite della decenza, come quella del 'Mattino della domenica' diretto dal municipale e consigliere nazionale Lorenzo Quadri che ha pubblicato la lettera di Pelli.

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