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05.03.20 - 06:300

Michael Lauber sanzionato: diamoci un taglio!

Credibilità a picco: chi desidera compiere determinati atti e affari illeciti non aspetta altro!

Per carità, è vero: non si tratta per ora di una decisione definitiva e Michael Lauber potrà ancora ricorrere contro la decisione di sanzionarlo con il taglio del salario dell’8 per cento per un anno.
Ma leggere nero su bianco che il procuratore generale della Confederazione – a detta dell’Autorità di vigilanza della Procura federale – nell’ambito dell’inchiesta e dei suoi incontri con il presidente della Fifa, abbia infranto diversi doveri d’ufficio fa strabuzzare gli occhi. Sì, perché secondo tale autorità, Michael Lauber ha ripetutamente detto il falso, ha agito in modo sleale e ha violato le norme di condotta del Ministero pubblico della Confederazione in modo ‘gravemente negligente’. Si ha poi conferma che abbia persino provato a ostacolare l’inchiesta e, sempre nel medesimo rapporto, si legge che ‘inoltre, evidentemente il procuratore generale non vede la scorrettezza del suo operato e denota una concezione fondamentalmente erronea della propria professione’. Di più, la pagella finale mette la ciliegina sulla torta: signori, la somma delle violazioni commesse è ‘considerevole’.

Credibilità a picco

Ebbene, tutte queste infrazioni, commesse da un uomo chiamato a far rispettare il codice penale da uno scranno nazionale di primo piano, ci porta a chiederci con quale credibilità egli possa ancora continuare a guidare la Procura federale. Già, perché a questo punto, sarebbe di per sé già un problema riuscire a dirigere un paio di Procure pubbliche – sempre che esistano – di campagna!
Ci troviamo infatti di fronte ad una questione manifesta di credibilità per lui (se ne rende però conto?), ma non solo per lui. Ciò che stupisce oltretutto è che, già prima della sua rielezione, il problema del suo comportamento nella vicenda Infantino era finito sotto la lente della politica federale e del parlamento ed erano sorti dubbi più che legittimi sul suo operato.

Perché non attendere?

Ma la maggioranza dei deputati federali aveva voluto comunque mettere all’ordine del giorno la sua rielezione, correndo il rischio che ora è sotto gli occhi di tutti: ossia vederselo rieletto, malgrado i sospetti e le verifiche in corso, e vederselo poi delegittimato al momento (ora) della presentazione del rapporto da parte della speciale Autorità di vigilanza.
Questo perché non si è voluto negli scorsi mesi – semplicemente – attendere oltre, cioè fino all’esito dell’odierna verifica. O non si è voluto offrire alternative alla candidatura Lauber ai membri dell’Assemblea federale. Come se quella funzione in tutto il nostro Paese la potesse svolgere solo lui...

Magistratura debole

Ora è evidente che la sua immagine è ulteriormente (irrimediabilmente, riteniamo) compromessa sia all’interno della magistratura, sia nei rapporti che quest’ultima ha con le autorità giudiziarie inquirenti internazionali. Un bel regalo anche a chi non vede l’ora (pure sul fronte politico interno) di avere una magistratura debole. Un messaggio che è anche destabilizzante, considerato che chi desidera compiere determinati atti e affari illeciti non aspetta altro.

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