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25.11.19 - 20:150

Violenza domestica, agire subito!

Informarsi e lanciare un Sos prima che la situazione degeneri e si faccia da incubo

Oggi, o forse è meglio dire anche oggi, sulle nostre pagine approfondiamo il tema dell’abuso di alcol e quello della violenza domestica. Le tematiche sono state affrontate in pagine e articoli distinti, ma a ben guardare non si tratta affatto di mondi separati.

Recentemente in un’intervista apparsa su ‘laRegione’, Dario Gennari, psicologo di Ingrado, evidenziava come in Svizzera circa una volta su due la violenza domestica – sostanzialmente per mano di uomini – è legata all’abuso di alcol. “L’aggressività e spesso la violenza – commentava – sono strettamente legate al consumo di sostanze ‘disinibenti’: di queste l’alcol è sicuramente la più diffusa. Si pensi ad esempio a certe liti che scoppiano anche nei campetti di provincia, magari tra genitori che passano il pomeriggio alla buvette mentre i figli giocano una partita di calcio”.

Già, e qualche volta ci scappa anche l’insulto, per non dire di più, all’arbitro o al ragazzino della formazione avversaria. Se si varcano taluni limiti ai bordi di un campo di calcio, cioè in pubblico, immaginiamoci cosa può succedere nell’intimità delle mura domestiche.

I nuovi dati statistici ci dicono che poco più dell’80% della popolazione beve e che si tratta di una cifra stabile negli ultimi 25 anni. Ma i nuovi dati ci dicono pure che sono aumentate le sbronze occasionali e pesanti e che le donne presentano comportamenti sempre più simili agli uomini. Merito o colpa dell’emancipazione?

Quello che però è importante sapere per chi beve, ma soprattutto per chi vive assieme e paga dazio, è che esistono strutture alle quali rivolgersi prima che succeda il peggio e l’irreparabile. Chi beve è infatti l’ultima persona a riconoscere di avere un problema che può diventare anche grave per sé stesso e per gli altri. Anzi, proprio l’alcol permette all’alcolista di affrontare la quotidianità (vada come vada anche un po’ stordito ma non troppo) e di tenere a bada le ansie. Ma poi… poi, terminati gli impegni di lavoro, l’abitudine lo spinge ad attaccarsi alla bottiglia anche al bar e/o fra le mura domestiche. Mura chiuse agli sguardi esterni che possono trasformarsi in luoghi di sfogo e di violenza contro la partner o i figli.

In Ticino, accanto a strutture come Ingrado (ce ne sono diverse) sul fronte delle dipendenze, c’è ora una nuova figura istituzionale che si occuperà appunto di coordinare sul piano cantonale il delicato dossier della violenza domestica. Un ruolo che ricoprirà Chiara Orelli Vassere, finora responsabile in Ticino di Soccorso operaio. Non è un caso che la nomina da parte del governo sia stata resa nota proprio nella giornata dedicata internazionalmente all’argomento.

Chi ha bisogno di aiuto avrà quindi un’occasione in più per informarsi e lanciare un Sos prima che la situazione degeneri e si faccia da incubo. Certe cronache di processi alle criminali anche nostrani sono lì a raccontarcelo. Si deve agire possibilmente prima.

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