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14.11.19 - 06:300

Difendiamo le Alpi, meno Tir per strada!

Solo così potremo preservare l’ambiente, che è – vale la pena ricordarlo – il nostro vitale habitat!

Tante merci che circolano sulle nostre autostrade potrebbero tranquillamente raggiungere il luogo di destinazione utilizzando la ferrovia. È soprattutto per questo motivo che abbiamo (noi Svizzeri in solitaria) investito miliardi in AlpTransit. Ora che c’è, sfruttiamola, perdinci! Lo facciamo abbastanza? Si può far di meglio? Certo che sì. In questo senso sono da salutare positivamente le ulteriori misure che la ministra, Simonetta Sommaruga, ha presentato ieri a Berna proprio per potenziare ulteriormente il trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia e per rendere quest’ultima maggiormente attrattiva: riduzione dei prezzi delle tratte dal 2021, adeguamento – per alcune classi di mezzi – della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni e concessione di contributi d’esercizio agli operatori del traffico combinato non accompagnato per un periodo più lungo rispetto al previsto. E, sempre per scovare qualche furbetto che, come se nulla fosse, mette in pericolo le vite altrui, non mancheranno misure d’intensificazione dei controlli sul traffico pesante, in particolare grazie al centro di controllo San Gottardo Sud a Giornico la cui entrata in servizio è prevista per il 2023. Molto bene!

Ebbene, se tutte queste misure dovessero entrare in vigore, il transito su rotaia delle merci sarà più conveniente e si spera che un certo numero di camion possa optare per la ferrovia. Anche se la questione degli accessi a nord (con la Germania) e a sud è ancora (troppo) aperta. Intanto, però, noi Svizzeri continuiamo a crederci, completando anche l’opera a sud con la ‘nostra’ galleria di base del Ceneri e il corridoio di 4 metri sull’asse del Gottardo.

Superato il limite legale di 650 mila

Ora, ammesso che una buona parte delle merci possa finalmente e sempre più essere dirottata sulla rotaia, è comunque ancora un dato di fatto che l’obiettivo sancito per legge – con il suo limite di 650mila transiti attraverso le Alpi – continua a NON essere rispettato. Anche solo volgendo lo sguardo al San Gottardo passano già 657mila Tir, mentre attraverso le nostre Alpi, nel loro complesso, se ne contano ben 941mila (comunque negli ultimi anni la cifra è in diminuzione).

Il problema è che la forza e il peso degli autotrasportatori (soprattutto di quelli esteri, che passano semplicemente lasciandoci solo inquinamento fonico e ambientale) è tale che la sola infrastruttura – creata e pure ben oliata – non basta, né basterà per determinare i veri mutamenti nelle abitudini dei commerci su gomma. Occorrerà anche, alla luce dei cambiamenti climatici e facendo leva sulla nuova sensibilità ambientale (come del resto chiede anche l’Iniziativa delle Alpi), rendere più onerosi i trasporti su gomma, perché inquinano e ora hanno a disposizione, con la nuova trasversale alpina e la linea veloce, un’alternativa praticabile e maggiormente rispettosa dell’ambiente.

Occorrono ben altre misure

Molto concretamente: è giunto il momento di inserire anche nella tassa sul traffico pesante (commisurata alle prestazioni) dei criteri diversificati a seconda dei consumi di CO2 dei Tir. Di più: non basta semplicemente pagare se si inquina, ma vanno anche introdotti dei rivisti valori limite di inquinamento dei Tir sempre con riguardo alle loro emissioni di CO2. E quando determinati limiti ambientali vengono superati e scattano i fatidici 80 km orari, bisognerà avere anche il coraggio di finalmente decretare uno stop alla circolazione dei bisonti della strada. Solo così potremo preservare (meglio sarebbe dire violentare di meno) l’ambiente, che è – vale la pena ricordarlo – il nostro vitale habitat. Insomma, ora con AlpTransit in funzione, si stringano le viti. Altrimenti avremmo semplicemente fatto l’investimento del secolo (scorso) per cosa? Per chi qui vive, o per fare girare le betoniere e arricchire i soliti noti?

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