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16.07.19 - 06:000

Il missile, i nazi e noi: possibile sapere in Svizzera?

Cosa ci fa fra gli arrestati in Italia, uno svizzero titolare di una società e residente nel Luganese? E quale ambiente frequentano questi personaggi alle nostre latitudini?

Non c’è dubbio: il rinvenimento del missile aria/aria, utilizzato dalle forze armate del Quatar, in un deposito di un aeroporto del pavese, colpisce e inquieta. Un missile che è solo la ‘ciliegiona’ sulla torta di un ampio arsenale composto da fucili da guerra, pistole mitragliatrici, fucili da caccia, munizioni di vario calibro e via dicendo. Il tutto condito con gagliardetti nazifascisti e letteratura che fa riferimento a Hitler.

Uno specialista, da noi interpellato, sembra gettare un tantino acqua sul fuoco sostenendo che potrebbe trattarsi di armi che servono in primis a questi gruppi estremisti per ‘tutelarsi’ e far fronte alle loro paure. Paure che sono quelle dell’inforestierimento. Persone quindi che si armerebbero fino ai denti per sentirsi ‘semplicemente’ più sicuri? Può darsi, anche se un simile arsenale ci pare appartenere a tutt’altra categoria.

Già, perché se – mettiamo in un secondo momento – questi squinternati in virtù del loro bisogno superiore decidessero di passare all’atto? Cioè di – diciamolo senza tanti giri di parole – premere i vari grilletti e fare pulizia razziale secondo le loro sballate ideologie?

Un forte plauso quindi per l’operazione della sezione antiterrorismo della Digos di Torino, capace anche di fare un comunicato molto esplicito, con tanto di filmato e di foto che non schivano le olive e parlano chiaro all’opinione pubblica. Di pericolosi estremisti trattasi.

Ci piacerebbe ora capire cosa ci facesse fra gli arrestati cittadino svizzero titolare di una società e residente nel Luganese. E quale ambiente frequentano questi personaggi alle nostre latitudini? Possibile saperlo? Finora da polizia e magistratura cantonale e federale nessun segnale di fumo.

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