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16.07.19 - 06:000

Carnevali violenti, giù la maschera

Intanto gli organizzatori della manifestazione svoltasi nel paesino valmaggese, hanno dichiarato di voler gettare la spugna

“Mi chiedo come sia possibile che nessuno abbia imparato da quello che è successo a Damiano”. A porsi la domanda è Maurizio Tamagni, presidente della Fondazione intestata al figlio, morto nel 2008 a Locarno per un pestaggio avvenuto alla Stranociada. In una dichiarazione rilasciata a laRegione il giorno dopo i fatti avvenuti al Carnevale estivo di Giumaglio – sabato sera un 17enne è finito in cure intense per le botte assestategli da un branco di violenti – papà Tamagni ha aggiunto: “Ogni volta resto sconcertato”. E noi con lui.
Illuminante, per certi versi, anche il commento (oggi, a pagina 9) del municipale di Maggia, Marcello Tonini: “Sembra che i Carnevali attirino tutta la stupidità che c’è in giro in Ticino”. Pure in questo caso non si può che assentire.

Intanto gli organizzatori della manifestazione svoltasi nel paesino valmaggese, che sabato sera gestivano mescita, incassi, sicurezza e musica, hanno dichiarato di voler gettare la spugna. Si prenderanno una pausa di riflessione di alcuni anni. Una reazione immediata, giunta ancor prima di attendere la conclusione dell’inchiesta avviata dalla magistratura o un eventuale blocco delle autorizzazioni da parte del Municipio.
Tornando ai fatti del weekend, oltre alla violenza del branco, lascia ammutoliti il silenzio dei numerosi testimoni che hanno assistito alla scena e che hanno udito le disperate urla di aiuto del 17enne. Per il Carnevale estivo sono accorse a Giumaglio circa 500 persone: possibile che nessuno, o quasi, abbia visto nulla? Tacciono pure i vigliacchi che hanno tempestato di botte il ragazzo e che (proprio perché vigliacchi) non hanno nessuna intenzione di farsi avanti e di costituirsi. Toccherà quindi agli inquirenti, nell’ambito dell’inchiesta partita dalla denuncia del giovane finito all’ospedale con la milza spappolata, scalfire la reticenza e i troppi colpevoli silenzi. E non sarà facile per gli aggressori, come pure per chi ha visto e si è girato dall’altra parte, omettendo di soccorrere il 17enne ferito gravemente, trovare giustificazioni plausibili.
Il Municipio di Maggia (Giumaglio è una frazione) ha da subito preso posizione di fronte all’opinione pubblica. Non si è nascosto dietro il classico dito e si è dichiarato pronto a reagire. Questa sera si riunirà e affronterà di petto la questione, riservandosi la facoltà di cancellare definitivamente la manifestazione (così come altri eventi simili) dai calendari degli anni venturi. Un passo coraggioso, ma forse non eccessivo, visto che le misure adottate finora per mettere in sicurezza feste e festaioli non hanno sortito gli effetti sperati. Ricordiamo che già due anni fa, alla medesima manifestazione, ci fu un episodio simile: un giovane, anche in quel caso al di fuori del perimetro del Carnevale estivo, fu tempestato di pugni e calci da due ventenni del Locarnese affiliati a una banda di picchiatori seriali. Sommando quel caso a quanto avvenuto sabato, autorità e organizzatori non possono che spingere in un’unica direzione: fermarsi. Fermarsi e pensare a come smantellare il binomio Carnevali-violenza. Una questione sulla quale vale la pena soffermarsi a riflettere in modo approfondito è pure quella relativa alla presenza di minorenni, che spesso e volentieri partecipano a queste manifestazioni in modo libero e disinvolto. I promotori di alcuni eventi hanno introdotto il coprifuoco, escludendo da una certa ora in poi chi non ha ancora raggiunto i 18 anni e vaga non accompagnato da un maggiorenne responsabile (un genitore). Una mossa che ha portato risultati positivi.

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