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Foto Nikla
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16.03.19 - 06:300

Grazie ragazzi, il lavoro da fare è davvero enorme!

È giusta l'ora di dare una svolta alla civiltà del petrolio e della plastica

Al ritmo di slogan cantati a più non posso ‘on est plus chauds que le climat’, ‘ci sono le soluzioni, fermate le emissioni’, migliaia di giovani hanno invaso ieri il cuore di Bellinzona, sfilando coi loro cartelloni lungo viale della Stazione. Pacificamente hanno preso possesso di piazza Governo, manifestando la loro voglia di dire (soprattutto a noi adulti) che il tempo è scaduto, che il clima è ammalato, che è arrivato il tempo di dire basta: ora! Una riflessione partita da lontano, da quella Greta Thunberg che ci sta tutti – giovani e adulti – mettendo in crisi. Stiamo avvelenando l’ambiente in cui viviamo, ammazzando, in definitiva, noi stessi e la nostra specie. Una riflessione tanto urgente quanto seria, approdata anche all’interno delle nostre scuole, che hanno avviato feconde discussioni sull’ambiente, sui nostri comportamenti e sulle nostre responsabilità. Un obiettivo, quello della difesa (molto concreta!) dell’ambiente, che è bene che la scuola (all’altezza dei tempi) sappia fare proprio. Altrimenti che scuola è? Solo una fabbrica di cervelli da riempire e di pagelle da distribuire? Come ha detto un giovane in piazza Governo, si tratta di svegliarci noi, per svegliarci tutti. E il bello è anche che non si tratta di pura protesta contro qualcosa/qualcuno di talmente astratto, come il sistema, la politica, le lobby, che è in definitiva come lottare contro i mulini a vento. No, quei tanti giovani scesi in piazza hanno portato proposte molto concrete direttamente al Palazzo delle Orsoline. Proposte contenute nella loro petizione: richiesta di trasporti pubblici gratuiti, una decisa promozione delle energie rinnovabili, una spinta ai prodotti a chilometro zero, o ancora – aggiungiamo noi – la rinuncia, come qualcuno ha già iniziato a fare, ad imbarcarsi con troppa facilità sul primo volo per andare un fine settimana a Londra, Parigi, Roma,... scaricando il resto della fattura low coast sull’ambiente. Nessuno è in grado di dire se, da questa presa di coscienza, potrà nascere qualcosa che porti ad un cambio di passo e di mentalità/cultura socio-economica. O se la civiltà (?) del petrolio e della plastica, in cui viviamo e sguazziamo, continuerà ad avere la meglio, anche se la Natura – e la scriviamo volutamente in maiuscolo – si sta ribellando. Anche le nostre Alpi, per non andare chissà dove a cercare la prova del degrado, sono un’ottima cartina di tornasole. Ci parlano, anche se non le ascoltiamo.

Mentre i ragazzi sfilavano in piazza del Governo, Nikla, appena rientrata dell’India (dove ha svolto un training) mi ha mostrato sul suo cellulare foto di mucche al pascolo in mezzo a plastica e rifiuti gettati al vento. Che dire, grazie ragazzi, il lavoro da fare è enorme.

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