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14.12.18 - 06:000
Aggiornamento : 08:17

Internamento a vita, se non ora quando?

Fatichiamo a capire. Se la legge non funziona la si cambi!

Internamento a vita: se non ora quando? Era questo l’interrogativo di fondo sull’esito del ricorso in Appello sulla mattanza di Rupperswil. Un’efferata serie di assassinii commessi da un 35enne pedofilo, che ha sterminato una famiglia (madre, due figli di 13 e 19 anni e l’amica del primogenito) riunito a casa in vista del Natale, dopo aver mandato la madre a prelevare del denaro e abusato sessualmente del figlio minore. La corte ha ancora optato per l’internamento ordinario (quello non definitivamente a vita già da subito), perché il condannato all’ergastolo non può essere considerato durevolmente (cioè fino alla morte) refrattario a una terapia. Tradotto in parole povere: gli psichiatri hanno lasciato aperta la possibilità che un domani (anche molto lontano), scontato l’ergastolo, l’uomo possa ancora venir curato e ‘recuperato’, finendo un giorno magari per tornare libero cittadino una volta ‘guarito’. E questo anche se si è persino appurato che, dopo la mattanza di Rupperswil, stava già pianificando delitti analoghi ai danni di famiglie con bambini fra gli 11 e i 15 anni a Soletta e Berna.

Siamo d’accordo: va applicato l’internamento a vita solo come ultima ratio. Ma allora – ecco la domanda che per noi resta sempre sul tavolo davanti a tali orrori narrati dalla cronaca – quando lo si applica? Di fatto si è partorita una legge di difficilissima (anzi di quasi impossibile) applicazione. Una legge che non risponde alle legittime aspettative della maggioranza della popolazione che, accettando con fiducia l’iniziativa popolare, mirava a salvaguardare con fermezza – proprio in questi casi là dove la ferocia e la follia hanno superato i limiti dei limiti – il bene più prezioso, cioè la vita. Se il prezzo da pagare è la reclusione del tutto (e definitivamente) di chi ha già barbaramente ucciso e potrebbe riprovarci, perché ogni volta ci si dice che non lo si può fare? Fatichiamo a capire, anzi non capiamo proprio. E non crediamo di essere i soli increduli. Se proprio la legge non funziona, che la si ricambi.

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