Commento

Un monito dal liceo di Bellinzona

Serrato botta e risposta pubblico fra allievi del liceo di Bellinzona

12 gennaio 2018
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Stiamo assistendo a un serrato botta e risposta pubblico fra allievi del liceo di Bellinzona, che esprimono all’albo opinioni contrastanti sul comportamento del docente finito sotto procedura disciplinare da parte del Decs. Un dibattito apertosi fra chi considera le frasi dell’insegnante semplici battutine, sempre accompagnate da una conclusione scherzosa, e chi (con esempi concreti) le definisce invece sessiste e umilianti. Se quanto riportato da alcune allieve – che hanno sentito il dovere di citare dal repertorio del ‘prof’ vissuto sulla propria pelle – fosse confermato, di dubbi su da che parte dovrà pendere la bilancia non ne restano. Frasi vergognose per chi sta dietro una cattedra e non solo. La novità – oltre che nel dibattito pubblico diventato discussione culturale contro le molestie – sta anche nel fatto emerso, secondo il quale il ‘prof’ era già stato oggetto di segnalazioni. Reclami che hanno indotto la direzione dell’istituto ad agire? Sì, ma – visto quanto ancora successo e il ricorso al dipartimento – in modo non sufficientemente perentorio. La vicenda è destinata a scavalcare i muri del silenzio e del liceo della capitale e a trasformarsi in monito anche per altri istituti: per i professori e per le direzioni se confrontati con casi più o meno analoghi. Calata la tensione a Bellinzona occorrerà fare opera di ricucitura fra gli schieramenti. Una scuola di vita che, a questo punto, è bene trasformare in occasione formativa.

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