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06.12.22 - 07:26

Qatar sì, Qatar no e Infantino sì

di Roberto Sanvido, Lugano
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Ormai tutti i giorni si leggono considerazioni negative sul Paese che ha organizzato i Mondiali di calcio 2022. C’è chi sminuisce la loro politica, cultura, organizzazione ecc. senza però considerare il fatto che la nazione da sempre ha avuto, e presumo avrà sempre, la propria cultura. Inoltre, bisogna considerare il fatto che in 12 anni sono riusciti a ristrutturare la città e a prepararla a questo grande evento, una città che non deteneva nemmeno uno stadio ha creato in pochi anni quello che poche nazioni sarebbero riuscite a fare.

Comincio a dire che il calcio unisce le persone e le diverse culture più di altre cose. È vero che forse questa volta si è esagerato con i costi, come è pur vero che in questo attuale periodo ciò potrebbe dare fastidio, ma non penso che i cittadini, come pure i lavoratori migranti di quel Paese, abbiano ammanchi economici come in alcuni dei nostri Paesi. Inoltre, numerose società occidentali si sono "abbuffate" nel paniere dei costi e sono loro che hanno assunto i migranti.

Ha ragione Gianni Infantino sulle critiche fatte e sulle lezioni morali dell’Occidente e mi spiego; nell’ultimo ventennio la loro ricchezza ci ha fatto comodo per salvare banche e industrie nel modo occidentale, vi ricordate cosa ci dicevano i nostri vecchi? "Sa spuda mai n’al piat che te mangia", ecco questo forse lo dobbiamo tenere bene a mente.

Sono consapevole del fatto che forse vanno incentivati gli sforzi per aiutarli nel migliorare i diritti ma dobbiamo pensare, e lo ribadisco, che loro hanno una diversa religione. Forse gli Lgbtq andrebbero più considerati, ma i morti delle stragi omofobe nell’Occidente non aiutano a risolvere in positivo questo problema.

Inoltre, per quanto concerne i diritti dei migranti e lavoratori stranieri probabilmente noi non abbiamo nulla da dire, vedi l’ultimo caso mortale di Bellinzona o l’attuale situazione sui migranti tra Francia e Italia.

Io direi che se il calcio unisce, facciamo in modo che ciò avvenga senza i soliti proclami che lo screditano, guardiamolo e tifiamo se possibile per la nostra Naty e fermiamoci almeno fino al 18 di dicembre 2022.

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