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12.05.22 - 07:20
di Anja Hendel, Quinto

Il valore dello stemma

Uno stemma può essere fatto da chiunque? Mi riferisco agli articoli del 17.10.2021 e del 27.4.2022 su laRegione.

Un partecipante, attento ai particolari, si rende presto conto della complessità del tema; vediamo nel dettaglio i 3 progetti scelti dalla giuria: A) ‘Una Valle un Comune’ – C’è differenza tra stemma e logo! Sembra più un logo con il teschio di un caprone geometrico e le montagne verdi fluorescenti (colore non araldico). La capra assomiglia a un camoscio perché ha fronte e guance bianche. La sovrapposizione delle montagne con la testa del caprone rende lo scudo poco visibile nel piccolo formato o da lontano. B) ‘Per aspera ad Verzasca’ – La seconda scelta ha una qualità formale problematica: la lettera ‘V’ è scritta in bianco. Il bianco come il giallo rappresentano colori metallici, l’argento o l’oro¹ che si applicano sulla stoffa (come la seta o il damasco) della bandiera. Con il riflesso della stoffa la lettera ‘V’, scritta in negativo, sembra formare un buco. Anche il castello stilizzato crea delle forme vuote al bordo della bandiera. C) Viv insema, Insema l’è mei – Qui vi sono troppi elementi: è un’illustrazione moderna e quasi realistica. Nell’araldica invece esistono delle regole iconografiche ben precise. Bastano poche figure stilizzate, come negli stemmi dei cantoni Appenzello, Uri o Grigioni, dove lo scudo è diviso secondo le regole dell’araldica – o quelli dei comuni Malcantone, Castel San Pietro o Bosco Gurin. Gli stemmi dei comuni sono simboli di storia, d’identità e di unione, che durano nel tempo. L’araldica dovrebbe essere considerata e il rispetto delle sue regole chiaramente codificate nei bandi di concorso.
¹ Ferraiuolo, A., L’araldica (2018). L’affascinante studio dei blasoni (stemmi), Passerino Editore

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