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07.04.22 - 07:23
di Gianni Delorenzi, Vacallo

L’arte in provincia

Prisca Mornaghini, Antonello Cecchinato in "Il lago dei Cigni", Stefania Seculin e Davide Gagliardi in "I sogni son semiseri", sono due produzioni teatrali e musicali appena andate in scena: una nel salone dell’Oratorio di Balerna e l’altra al Plaza di Mendrisio.

Non è che io vada a teatro solo nei saloni degli oratori: ne ho visti a iosa ovunque di spettacoli e anche mi occupo di teatro da quarant’anni come capocomico di una compagnia amatoriale. Quando ci si occupa di un’arte, si capisce subito il livello dell’altro, si capisce se è un bluff o se si deve solo guardare e imparare.

Gli attori che cito sopra farebbero un’ottima figura su qualsiasi palcoscenico. Praticano stili assai diversi certo, ma ciò che li unisce è che le loro produzioni nascono in casa nostra e che da qui cercano di decollare, farsi conoscere.

Prezzo d’entrata modico, sale semivuote sia a Mendrisio, sia a Balerna. Perché? mi sono chiesto. C’è gente che va a Lugano e per un biglietto teatrale spende più di cento franchi, ma per uno spettacolo di casa nostra, creato da valenti artisti che qui abitano, non spenderebbe nemmeno un centesimo. Perché?

Provincialismo, mi rispondo: la maggior parte della gente guarda e vede solo quello che qualcuno, magari un qualche critico che come attore e regista ha fallito, vuol far credere che sia sublime, guarda e vede solo quanto è già diventato successo altrove. O non va a vedere nulla, perché pensa che l’arte sia solo cosa per ricchi intelligenti.

Provincialismo, mi rispondo: non si sa guardare giudicando con la propria testa, con il proprio cuore, vivendo in libertà e senza condizionamenti di critica e di moda quello che uno spettacolo propone.

Poi c’è il provincialismo dei maggiori teatri cantonticinesi e dei loro direttori artistici: non sanno osare, scoprire e lanciare le proposte interessanti che nascono sul territorio; preferiscono andare sul sicuro proponendo ciò che ha già avuto successo. Vabbè, coniugano arte con business!

Rileggete i nomi sopra: se li troverete riproposti in qualche cartellone minore non mancate di andare a vederli, sarà un ottimo modo di investire il vostro tempo. Tornerete a casa felici, anche se pensate che uno spettacolo sotto i cinquanta franchi non vale niente, anche se pensate che di teatro non ci capite niente.

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