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23.03.22 - 07:29
di Enrico Geiler, Camorino

Ucraina

A Putin si dovrebbe lasciare una via d’uscita onorevole. Tuttavia le cose sono più complesse. Per esempio per quanto concerne la Crimea c’è anche il canale di Crimea che alimenta la Crimea con l’acqua del Dniepr, lungo 400 km e costruito dall’Urss negli anni 60. Il canale è vitale per la Crimea ma è stato chiuso dagli ucraini dopo il 2014. È uno dei motivi dell’invasione russa, infatti la prima cosa che hanno fatto i russi è stata quella di ripristinare questo canale. Se Zelensky fosse stato furbo, invece di seguire Biden nella sua rotta di collisione e tollerare le cleptomanie degli oligarchi ucraino/israeliani, avrebbe offerto a Putin la Crimea in affitto o in diritto di superficie per 50 anni o qualcosa di simile, ricavando pure una bella entrata finanziaria anche per la manutenzione del canale. Idem per un eventuale nuovo porto commerciale per i russi sul mar Nero e una strada/ferrovia di collegamento riservata per i Russi tra il Donbass e la Crimea. Ovviamente il tutto accompagnato dalla neutralità, dalla garanzia no Nato e dalla parità per la parte russofona della popolazione ucraina incluso il ripristino del versamento delle pensioni, larga autonomia per il Donbass, lo smantellamento delle milizie nazifasciste ecc. ecc. (è + o - quello che chiede Putin). Quanti costi in vite umane e materiali sarebbero stati risparmiati! Ne sarebbero usciti tutti vincitori, inclusa l’Europa. Invece il pagliaccio ha continuato ottusamente a fare il pagliaccio nazionalista, l’Europa applaudendo fa la serva degli Usa e Putin fa l’incazzato a oltranza… e ora pagheremo tutti.

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