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08.03.22 - 07:27
di Paolo Buletti, Bellinzona

La parola ‘armi’

Prendo la parola armi/la smonto, la stravolgo, la congedo/ a... r... m... i…
ricomincio da rima / (sono d’accordo: la poesia salva la vita anche quando non fa la rima)
continuo navigando per mari / (li sogno benevoli e da qualche parte ancora allo stato naturale: è possibile?)
mi fermo, focalizzo lo sguardo, prendo la mira / (non per sparare, ma per osservare con attenzione anche le cose minime)
sullo sfondo appare una donna che si potrebbe chiamare Irma / (Irma la dolce, la forte, la contenta e altri nomi, altri aggettivi)
ora posso riposare sotto la frescura dei rami / (gli alberi protettori, la saggezza del legno, la generosità delle braccia)
posso adesso accogliere una piccola o / e condisco tutto con gli aromi / (quelli che ognuno preferisce, ma forse oggi direi di galleggiare sul profumo dell’ulivo).

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